MotoGp, a tutto Lorenzo: “il mio sogno è chiudere la carriera in Ducati. Via dalla Yamaha per Rossi? Dico che…”

Nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Jorge Lorenzo ha svelato le sue sensazioni in sella alla Ducati, parlando anche del suo addio alla Yamaha

Un feeling che migliora a vista d’occhio, prestazione sempre più convincenti e una voglia di vincere che cresce a dismisura. Jorge Lorenzo sembra aver compreso la Ducati, i molti giri percorsi in testa nelle ultime gare stanno lì a dimostrarlo. Lo spagnolo però non si accontenta e, nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport, torna a sottolineare come il suo obiettivo adesso sia quello di vincere la sua prima gara in rosso.

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Il mio feeling con la Ducati migliora a vista d’occhio, manca l’ultimo passo, ma siamo vicini. È un piacere speciale. Le aspettative erano alte, ho sofferto l’adattamento, ma ora vado forte. E andar forte con la Ducati è più bello. Scommettendo forte su un pilota come me, che ha quasi sempre lottato per il campionato del mondo, sembrava si dovesse vincere subito, dalla prima gara. Ma era impossibile. C’era una moto le cui caratteristiche non mi permettevano di andare forte, pur provandoci al massimo. Il Gp di Motegi? Per la prima volta sono uno dei favoriti, ma non credo di essere quello da battere. Marquez va forte ovunque, Dovizioso è sempre là davanti. Ma ora nel primo gruppo ci sono pure io. Le ultime 5 gare ho fatto più giri in testa di tutti e la moto è più competitiva che mai. Certo, con la pioggia non sai mai cosa può accadere. Con la Yamaha imparavo ogni anno qualcosa, immaginate con una moto con la quale corro da 9 mesi. Il miglioramento grosso lo vedi il primo anno, ma io non sono ancora al limite“.

Lorenzo poi si sofferma su Dovizioso: “è il pilota che cade di meno e se lo paragoni con Marquez, quello che casca di più, siamo all’opposto. Eppure lottano per il Mondiale: vuol dire che le due mentalità possono essere vincenti. Dovi è molto intelligente, in gara ma anche fuori, te ne accorgi quando lo ascolti parlare della vita. Conosce i suoi limiti e prova a non superarli mai. È la condizione migliore se sei molto veloce, ma diventa negativa se non lo sei quanto i primi. Aiutarlo per vincere? È presto. Io sono disposto a farlo, ma Ducati non mi ha ancora chiesto niente. Non mi sono mai pentito di aver accettato la Ducati. Ho sempre pensato che a 30 anni e con 3 Mondiali vinti fosse il momento giusto per questa sfida. Non avevo nulla da dimostrare in Yamaha. Sono felice perché confermo quel che ho sempre pensato, che i progressi sarebbero stati costanti, era questione di tempo“.

Lin Jarvis ha spiegato l’addio di Lorenzo alla Yamaha come un modo di uscire dall’ombra di Rossi, ma Jorge non pare d’accordo: “Rossi non è il motivo. Probabilmente avrei fatto la stessa scelta anche senza Valentino come compagno. Dopo 9 anni con la stessa gente perdi il fuoco interiore, cerchi sfide nuove. Spero tanto in positivo in vista del 2018. Non sarà facile, ma sono sorpreso dalla capacità degli ingegneri di ricercare nuove soluzioni. È quello che mi affascina di più della Ducati. Vincere il Mondiale è sempre difficile. Ma se capirò meglio la Desmosedici, se migliorerà, avrò più possibilità. Il mio futuro? Spero rosso. Mi piacerebbe finire la carriera qui, è il mio sogno. In Yamaha dicevo che sarebbe stato romantico correre sempre con loro. Ma ora voglio la Ducati fino alla fine“.