Il weekend del Gp del Qatar è finalmente entrato nel vivo. Oggi pomeriggio si disputeranno le qualifiche di MotoGp, Moto2 e Moto3. In quest’ultima categoria il debutto del Team58 Squadra Corse di Paolo Simoncelli, con l’esordio di Tony Arbolino e Tatsuki Suzuki.
Presente anche mamma Rossella: “mi ha chiesto Paolo di venire, non potevo dirgli no. Cosa provo a essere qui? Alla fine è un posto come un altro. Ma sono contenta di questo progetto, fa stare bene Paolo, ha un milione di cose da fare e non pensa troppo“, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.
“Il momento più brutto è alla sera, vai in albergo, arrivi in camera e sei solo. Lì riaffiorano i pensieri. Io e Marco dormivamo nella stessa stanza, eravamo assieme 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Non ci sarà soluzione a questo, mia moglie vicino può aiutarmi“, ha ammesso un malinconico Paolo Simoncelli.

“Siamo partiti. La cosa più difficile è stata la prima volta al Cev, quando siamo usciti dall’Italia. Torno a dire: la cosa mi piace, mi fa star meglio. Spero che Tony continui ad avere fiducia in me, lui sarà un grande pilota. Diventerà la mascotte del paddock, perché è un bambino pulito, vero, come non ne vedi tanti in giro, tutti pieni di superbia. Penso che Tony sia fuori da questo cerchio“, ha continuato il papà del Sic prima di spiegare gli obbiettivi della prima stagione del team: “vorrei essere protagonista. Ho preso Suzuki anche perché da due anni fa il Mondiale e dovrebbe darci una certa garanzia. Però per ora chi non ha preso la cosa come si deve è proprio lui: vuole spaccare il mondo, ma invece spesso sono le corse a spaccare te”.
Impossibile poi non parlare della MotoGp: “Viñales ha 22 anni, i ragazzi di quell’età non sono più bravi, ma hanno l’incoscienza in più. Era lo stesso per mio figlio e per Vale. A una certa età il cervello è collegato al polso“, ha concluso.
