Moto3, Migno e quel bellissimo retroscena sulla sconfitta di Valentino Rossi nel 2015: “avevo paura ad andarlo a trovare a casa, ma…”

Andrea Migno il rapporto con Valentino Rossi e gli insegnamenti del Dottore: il pilota delo Sky Racing Team VR46 ancora euforico per la vittoria al Mugello

Impossibile dimenticare quanto accaduto domenica al Mugello. Prima Migno, poi Pasini e infine Dovizioso hanno regalato immense emozioni al pubblico del Gp d’Italia, facendo risuonare le note dell’Inno di Mameli per ben tre volte.

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Tre gare spettacolari con tre vittorie meritatissime. “Questa è una emozione unica, se non la provi non puoi capirla. Non c’è nulla come vincere al Mugello. Il podio di Assen rimarrà speciale, ma qua è indescrivibile, perché sei davanti al tuo pubblico, la tua famiglia, gli amici che hanno fatto tanti chilometri per vederti”, queste le parole di Andrea Migno, ancora sù di giri dopo due giorni dalla vittoria al Mugello, come riportato da GpOne.com

“Non mi piace parlare di strategia, perché in Moto3 a mio parere non esistono. In quell’ultimo giro volevo soltanto pensare a stare davanti, poi una volta tagliato il traguardo avrei riflettuto sul fatto di aver fatto bene o male. Nel caso in cui Fabio mi avesse passato,  sfruttando la scia, non avrei avuto rimpianti”, ha continuato il giovane pilota dello Sky Racing Team VR46.

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Andrea Migno ha commentato poi il quarto posto del suo maestro Valentino Rossi, che ha dovuto fare i conti con gli acciacchi causati dall’infortunio in motocross: “sapevo che sarebbe stata dura per lui. L’avevo visto in palestra prima della gara e si vedeva che non era il Vale di sempre dal punto di vista fisico. Secondo me è stato comunque un grande a centrare il quarto posto in quelle condizioni”. 

Il Dottore ha manifestato da subito tutta la sua gioia per la vittoria del suo giovane pilota: “davvero figo, l’ho visto che era molto felice per me e questo mi rende orgoglioso, perché cerco sempre di mettere in pratica i suoi insegnamenti”.

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Migno ha poi svelato uno dei tanti consigli, forse il più prezioso, datogli proprio da Valentino Rossi: “mi ha sempre detto che è inutile abbattersi e arrabbiarsi, non serve proprio a nulla. Ricordo il 2015, quando lui perse il titolo. Avevo paura ad andarlo a trovare a casa oppure nel suo motorhome, perché temevo fosse giù di morale o non avesse voglia di parlare, invece lo vedevo sempre sorridente e disponibileIo lo considero un fratello maggiore, un amico, forse anche un dono del Signore. Di certo non mi faccio problemi nel rompergli le scatole, gli chiedo sempre tutto quello di cui ho bisogno, andando oltre il fatto che sia Valentino Rossi. Poi ovviamente sta a me mettere in pratica le cose, è quello che fa la differenza”.