“Da atleta non capivo tanto le ragioni di proprietà e sponsor, adesso ho realizzato che bisogna per forza mantenere autorevolezza, ruoli e gerarchia. Da pilota non avevo manager ed ero io a occuparmi del contratto: discutevo, chiedevo, esigevo. Ora che tratto io con i piloti ho capito che a volte tutto questo chiedere può essere scambiato per arroganza, anche se non lo è. Ho capito come mi percepiva all’epoca l’interlocutore anche se poi, è chiaro, è un gioco delle parti“. Così Max Biaggi al ‘Corriere della Sera’ commenta il suo cambio di ruolo all’interno dei circuiti motoristici mondiali. Dopo essere stato pilota e campione del mondo per quattro volte dal 1994 al 1998, il 47enne romano diventa manager del Max Racing Team, scuderia di Moto3.

“Abbiamo fatto la gavetta e ora siamo approdati al top. – ha continuato l’ex pilota, acerrimo nemico di Valentino Rossi – La struttura è collaudata e Canet è un pilota di qualità. Io sono il team principal o, per dirla all’italiana, il proprietario. Con Peter Ottl c’è un progetto serio: lui si occuperà della parte operativa come team manager, io sarò come il presidente di una squadra di calcio… Penso e spero che l’accoppiata vada avanti per un lungo periodo“.
“Parlare di sfida non ha senso. – spiega Biaggi sullo ‘scontro’ con lo Sky Racing Team di Valentino Rossi – Sarebbe assurdo pensare che uno faccia un team per sfidare il team dell’altro. I tempi della nostra rivalità, forse più mediatica che effettiva, sono finiti“.
“Secondo me ormai è tra il meglio dello sport mondiale, sullo stesso livello di Mondiali di calcio, Tour de France e NBA. La Dorna ha lavorato bene, questo sport è in salute e ai suoi massimi storici. – ha detto poi sul Motomondiale Max – Marquez merita tutto quello che ottiene però piano a parlare di record assoluti, le cose possono cambiare. La Yamaha tornerà, Lorenzo in Honda è una bella sfida, la Ducati resta fortissima: la storia insegna che ogni anno si riparte da zero“.
Sul suo ritorno in moto, dopo la promessa di non risalirci mai più, Biaggi chiosa: “dopo l’incidente di un anno e mezzo fa avevo detto che non ci sarei più salito. Poi l’ho fatto in due esibizioni con la moto elettrica e con l’Aprilia al Mugello insieme a Capirossi e ho capito che il peggio è alle spalle. Ora aspetto perché in inverno i piloti vecchi vanno in letargo come gli orsi, ma a marzo torno. Solo per divertirmi però. Le gare serie solo da patron…“.
