E’ tutto pronto ormai per il ritorno in pista dei piloti delle due ruote. Il 6 agosto tutti incollati al televisore per il Gp della Repubblica Ceca, a Brno. Non solo MotoGp, ma anche Moto2 e Moto3 che, quest’anno in particolar modo, stanno regalando fortissime emozioni.
Tanti gli italiani nella categorie minori, tra questi c’è Enea Bastianini, approdato nel Mondiale nel 2014 col team Gresini. Il giovane pilota è poi passato alla Estrella Galicia dove ha riscontrato qualche difficoltà, che non lo ha però demoralizzato: “l’inizio non è stato facile dato che mi sono trovato all’interno di un nuovo sistema in cui piano piano mi sto inserendo. L’adattamento a quest’ultimo non mi ha aiutato a rendere come speravo, ma io sto imparando dal team come loro stanno conoscendo progressivamente il mio carattere”, ha dichiarato Bastianini in un’intervista a GpOne,com.
“Innanzitutto ho dovuto conoscere caratterialmente la mia squadra, che essendo per lo più spagnola è diversa dai team in cui ho corso in precedenza. In seguito ho iniziato ad assimilare il loro metodo, che è più tecnico e professionale rispetto alla media; si lavora tanto e prendere il ritmo non è stato semplice”, ha spiegato ancora il pilota italiano.

“Spero di essere più avanti anche se non sarà per nulla facile. Se riuscissi a salire sul podio più di una volta sarei felice”, ha continuato Enea prima di aprire una parentesi sul suo tosto compagno di squadra, Canet: “avere un compagno forte quanto te o anche di più è uno stimolo per quanto mi riguarda. C’è sempre la volontà di stargli davanti anche se ancora non ci sono riuscito, e spero di poterlo fare dalla prossima gara. Aron (Canet ndr) è un pilota molto veloce e che si impegna davvero tanto, da cui ho potuto imparare anche alcune cose”.
Infine un commento sull’Academy di Valentino Rossi: “io sono entrato nel mondiale non facendo parte dell’Academy, e di conseguenza non ho poi sentito il bisogno di entrare. Oltretutto non mi è stato mai proposto, quindi non si è posto il problema. La mia indole di pilota comunque è sempre stata quella di crescere da solo, ed una volta arrivato nel mondiale ho cercato di proseguire su questa strada. Non nego comunque che un aiuto di Vale sarebbe servito, dato che parliamo sempre di un nove volte campione del mondo che può regalare preziosi consigli”.

