Una stagione ricca di emozioni quella 2017 per Mattia Pasini. Il pilota italiano di Moto2 è tra i protagonisti del campionato e ha fatto sognare e impazzire di gioia tutti i tifosi italiani con i suoi sorpassi in pista ma soprattutto con la vittoria la Mugello: “la mia attuale forma fisica è favolosa e si unisce all’esperienza maturata dopo gli errori commessi in passato. Merito anche di un approccio migliore, perchè ho evoluto l’allenamento, ho curato in maniera diversa l’alimentazione. Dall’altro lato, però, mi sono sempre sentito veloce, il problema è che nel nostro mondo c’è approssimazione: si è sempre pronti a giudicare subito, anche a rischio di essere superficiali, ci si dimentica di tante cose che poi contribuiscono a generare un risultato. Viene sempre immediato credere che il nostro sport sia individuale. Non è così: esistono tante variabili che consentono o impediscono di arrivare al top, a cominciare dal team e da chi ti circonda“, ha dichiarato Pasini a MotoSprint.

“Sono consapevole di poter dare certe cose, e lo sono sempre stato. Però se i fatti non arrivano, la gente non ti crede e smette di guardarti. Per fortuna al Team Itraltrans ho trovato una situazione favolosa, non a caso conto presto di rinnovare con loro. Ma sono lo stesso pilota che soltanto due anni fa non aveva un team e che in precedenza aveva visto e vissuto cose incredibili. Qui ho ritrovato la possibilità di esprimermi, senza che due gare negative cancellassero tutto, come invece avviene troppo spesso. Pensate ai piloti giovani: vanno tanto di moda e sono ricercati, ma poi non hanno tempo per imparare. Ci penso, ai giovani, perchè sportivamente sono giovane anche io: ho iniziato tardi e poi mi hanno anche lasciato a piedi, quindi arrivo a 200 gp a quasi 32 anni“, ha aggiunto il pilota italiano prima di passare ai ringraziamenti: “la mia famiglia il mio preparatore, ma anche Valentino Rossi. Con lui e i ragazzi dell’Academy gli allenamenti al Ranch sono straordinari: mettere assieme un numero così nutrito di piloti tra i più forti al mondo non ha prezzo, ricrea la competizione e alimenta il confronto“.

Tutti ricordano ancora con emozione la vittoria di Pasini al Mugello lo scorso giugno e quella dedica commovente e speciale all’amico Simoncelli: “il pensiero per Marco era una promessa, sapevo che sarei tornato sul podio al Mugello, e che avrei rivinto e l’avrei fatto per lui. L’abbraccio a Paolo Simoncelli è stato un momento meraviglioso. Dopo la sua scomparsa ho valutato l’ipotesi del ritiro. Noi conosciamo i rischi connessi al nostro sport, ma in quel momento, di fronte a tali conseguenze, ho sentito di non avere più troppa voglia di correre e di mettermi in discussione per gente che non condivideva certi valori. A un certo punto mi ero sentito dire che mi si faceva correre per farmi un piacere… Ma io non volevo darla vinta a questa gente e a questa situazione. Mi sono detto che avrei rivinto e che l’avrei fatto per la famiglia Simoncelli. E sono felice perchè, anche se l’attesa è stata lunga, quando ho rivinto il ricordo di Marco era ancora vivo nella gente. Lui è sempre qua con noi, capito cosa ha lasciato?“.

Il Paso si sta piano piano riprendendo la sua rivincita: “gli scettici dicevano spesso che la Moto2 era troppo pesante per un pilota nella mia situazione: vincendo al Mugello ho dimostrato che la moto va guidata con le palle, il cuore la tecnica, non con la forza. In questo 2017 sto dimostrando di essere veloce e potermi giocare le carte“.
E su un eventuale ritiro ha concluso: “ho rimandato certi pensieri, poi c’è Valentino che mostra come si possa andare fortissimo anche a 38 anni. Il domani non mi spaventa, mi piacerebbe rimanere nell’ambiente anche se poi si sta a lungo lontano da casa: in questa pausa, per esempio, sono rimasto a Riccione, altrimenti avrei trovato la serratura di casa cambiata…“
