Jorge Lorenzo è tornato: il maiorchino, dopo mesi dall’annuncio del ritiro dalle gare, ha deciso di montare nuovamente in sella e di farlo con Yamaha nei panni di collaudatore ufficiale. L’ex pilota Honda si è ‘confessato’ in una lunga intervista a the-race.com nella quale ha rivelato un retroscena davvero interessante, precedente al suo passaggio in Honda.
“Prima di vincere al Mugello con la Ducati, ho vissuto un momento difficile. Non riuscivo ad ottenere i risultati che volevo, Ducati voleva firmare con un altro pilota e dovevo trovare una soluzione. Ero in un momento buono della mia carriera, ero veloce, ancora in forma, ma per qualche ragione, non riuscivo ad ottenere risultati e non potevo stare in Ducati. Abbiamo trovato l’opzione di andare in Petronas ed ero quasi sul punto di firmare, poi è arrivata l’opportunità Honda e non ho potuto dire di no. Uno dei sogni di tutti i piloti è di gareggiare per Honda almeno una volta nella vita, e sono stato fortunato che in tre settimane sono stato capace di avere la possibilità di fare ciò che nessun pilota aveva fatto nella storia, vincere con tre moto diverse. Ma le cose sono iniziate male con l’infortunio alla scafoide e la moto 2019 era difficile da guidare. Non sono mai stato competitivo, non ho mai ottenuto buoni risultati e specialmente l’infortunio di Assen mi ha aiutato a prendere la mia decisione. Senza quello, probabilmente sarei rimasto e avrei provato un altro anno, ma ha cambiato il mio modo di pensare e il ritiro è diventato un pensiero reale. Ho provato a tornare a Silverstone e vedere cosa sarebbe successo e se avessi trovato la motivazione e la fiducia le cose sarebbero potute cambiare, ma non è andata come speravo. Se non sono capace di vincere non sono felice, perchè l’unica cosa che fa andare avanti in questa professione è la possibilità di vincere. Ci sono tanti aspetti negativi: i viaggi, gli eventi, la pressione che senti nelle gare, la possibilità di infortunarti. Non sono compensati se non sei in grado di vincere. Ho lottato e sofferto molto alla Honda, e non è stato compensato“, ha affermato.
“Non è stato facile prendere la decisione perchè non sono stato capace di ripagare la fiducia che Honda e Puig avevano riposto in me, ma è anche vero che un altro anno come il 2019 era qualcosa che nè io nè Honda eravamo disposti ad affrontare. Soffrivo e la vita è per divertirsi non per soffrire. Non ho rimpianti, ma c’è sempre la domanda di cosa sarebbe successo se avessi vinto un mese prima con Ducati. Probabilmente non saremmo qui a parlare“, ha continauto Lorenzo.
Non poteva mancare poi un commento sul suo rapporto con Valentino Rossi: “credo che la principale ragione per la quale ho avuto sempre cattivi commenti e critiche è perchè ho gareggiato contro Valentino Rossi, specialmente dopo la polemica della Malesia 2015. Ma il tempo è un grande guaritore, le persone dimenticano sia le sensazioni negative che quelle positive molto velocemente e forse col tempo i fan hanno iniziato a capirmi meglio. La mia relazione con Valentino adesso? é molto difficile essere amichevoli con un diretto rivale, specialmente quando siamo tutti ‘killer’ in MotoGp. Marc è un killer, Valentino è un killer, io sono un killer, tutti noi vogliamo vincere e non vogliamo regalare niente agli altri. Questo rende difficile comunicare, trascorrere del tempo insieme o avere empatia per gli altri. Non li odi, ma vuoi che vadano il più lenti possibile e vuoi essere capace di batterli ogni volta. Ho sempre detto che con Valentino, più ci separiamo, migliore è il rapporto che abbiamo, almeno fino ad ora! La migliore relazione che abbiamo avuto in passato è stata quando era in Ducati o quando ero in Ducati. Ma siamo più vicini che mai adesso, forse perchè il nostro interesse condiviso è vedere la Yamaha vincere“.
