Incidente Biaggi, si apre uno spiraglio incoraggiante – Dopo l’incidente che l’ha visto direttamente coinvolto sul circuito di Latina con le Supermotoard di cui Max Biaggi è appassionato, le condizioni del pilota italiano migliorano sensibilmente. Dopo essere stato sottoposto ad un intervento di drenaggio di uno pneumotorace però il 6 volte campione del mondo della classe 250 e della Superbike, ha avuto qualche difficoltà a tornare a respirare autonomamente.

Incidente Biaggi, si apre uno spiraglio incoraggiante – Undici costole rotte e qualche altro acciacco preoccupano proprio tutti sulle sue condizioni. Più degli altri la sofferenza è palpabile tra le parole del padre di Biaggi e quelle di Bianca Atzei, sua fidanzata. In quest’occasione, sulle pagine di Gazzetta dello Sport, è proprio il padre di Max a parlare del figlio.
Incidente Biaggi, si apre uno spiraglio incoraggiante – “L’ho visto, – ha ammesso – come ogni giorno sono andato a trovarlo e insieme abbiamo parlato con i medici, i quali hanno confermato che presto, non più tardi di lunedì, lo faranno uscire dalla terapia intensiva”. “Sì è vero, hanno parlato a lungo. – continua il papà di Biaggi riferendosi all’incontro tra Max ed il Presidente del Coni – Max mi ha confermato che Malagò è stato molto gentile e si è messo a disposizione per qualsiasi esigenza. Devo dire che mio figlio è stato molto contento per la grande solidarietà e generosità espressa dal massimo esponente dello sport italiano”.
Incidente Biaggi, si apre uno spiraglio incoraggiante – “Il giorno dopo il ricovero è arrivato Fabrizio Frizzi, – svela – poi è venuto anche Renato Zero e alcuni calciatori, ma non voglio fare nomi perché non vorrei sbagliare la loro identità. Io qui in ospedale piloti non ne ho visti, però è molto probabile che alcuni abbiano mandato dei messaggi direttamente a Max”. “Guardi, lei è qui al San Camillo da giovedì scorso, – afferma poi riferendosi a Bianca Atzei cantante italiana di successo e fidanzata di Max dal 2015 – ha annullato tutti i suoi impegni e non lo ha abbandonato mai, nemmeno per un minuto. Mio figlio la vuole sempre con sé, e la direzione sanitaria le ha concesso un permesso speciale che le consente di stargli sempre vicino. Praticamente, da quel drammatico giorno, vive al San Camillo e con me è sempre molto gentile”.
