Orgoglioso, sincero e con qualche rammarico, papà Graziano Rossi a cuore aperto: “mai troppo entusiasta del rapporto con Valentino”

Graziano Rossi a cuore aperto all'ultima gara del figlio Valentino a Misano, davanti al suo pubblico: le parole del padre del Dottore

Domenica sarà l’ultima volta di Valentino Rossi a Misano: il Dottore correrà per l’ultima volta in carriera davanti al suo pubblico a tre gare dal suo ritiro dalla MotoGP. In occasione dell’ultima gara di Rossi a Misano, in tantissimi hanno parlato del 9 volte campione del mondo e della sua carriera, in primis suo padre, Graziano.

Valentino è stato uno che ha dato tutto quello che aveva al suo sport, al motociclismo, e da questo sport ha preso tantissimo, ha preso soprattutto l’amore di un sacco di gente, questo è qualcosa che non ti dimenticherai mai in tutta la tua vita, che porterai sempre con te. E tua figlia sarà ben contenta di avere un babbo che ha avuto un’esperienza così dolce nella vita“, ha raccontato ai microfoni Sky.

valentino rossi
Foto di Danilo Di Giovanni / Ansa

Papà Graziano ha poi raccontato di come ha scelto il nome da dare a suo figlio: “il nome Valentino ha una storia molto bella: ho cominciato a fare motociclismo da giovane, grazie soprattutto a un amico che preparò una moto dal nulla, con i pochissimi soldi che avevamo, si chiamava Valentino. Un giorno siamo andati insieme al mare a Pesaro e lui non è tornato più. È un omaggio al mio amico che ha avuto un grande significato nella mia vita. La Stefi (Stefania, la mamma di Rossi, ndr) è sempre stata l’interprete principale della carriera di Valentino, da quando ha cominciato, per tutto quello che ha fatto, perché una mamma che non vuole, anche se sta zitta non vuole. E se non vuole sicuramente non va avanti niente. Lei non ha mai detto di no, ha sempre voluto questa cosa, le è sempre piaciuta, e quindi la cosa è andata avanti anche, anzi soprattutto grazie a lei“.

Valentino Rossi
Foto di Danilo Di Giovanni / Ansa

“Alle prime corse che ha fatto, le ha fatte subito con la testa e la velocità di uno che aveva già capito tutto ancor prima di cominciare. Uno che quando eravamo a Cattolica, lui era in pole, gli ho detto ‘Puoi partire anche a sinistra, poi la curva si allarga’, mi ha guardato e mi ha detto ‘Non ti preoccupare’, era uno che aveva già capito cosa stava a fare lì. E lui stava lì per vincere. Lui aveva inquadrato un periodo in cui poteva arrivare davanti e poi ci è arrivato, forse anche prima di quello che aveva inquadrato. Vincere, aveva quello in testa, non c’era nient’altro. Per me è sempre stato quello che a un paio d’anni, con il primo motorino che gli avevo preparato, dato che non è passato attraverso la bicicletta, faceva gli allunghi in corridoio e in fondo arrivava di traverso, le prime volte che ci saliva. Io che mi ero esposto a cercare di farlo diventare un pilota, già mi andava benissimo così. Io l’ho sempre vissuto così”, ha continuato ancora papà Graziano, orgoglioso del suo Valentino, seppur con qualche rammarico: “non sono mai stato entusiasta del rapporto con Valentino, l’ho sempre inseguito per diventare un suo amico, il suo babbo, il suo manager, per diventare qualcosa… Ma lui si è sempre servito solo di sé stesso, soprattutto di sé stesso, senza darmi mai chissà che peso, che importanza. È giusto così”.

valentino rossi
Foto di Danilo Di Giovanni / Ansa

“Io sono sempre stato molto sulle mie, senza gasarmi mai più di tanto, neanche quando ha cominciare a vincere in 125 e poi in 250. Poi quando ha vinto la prima gara in 500 a Donington mi sono tagliato una treccia di capelli, che era un gesto importante che gli dedicavo, lì era diventato una cosa importante, lì ho dovuto pensare che fosse un pilota bravo. Era il suo primo anno in 500, pioveva, in quei tempi le 500 erano forse ancora più terribili di quelle che sono oggi le MotoGP, e lui ha vinto. Però non cambia niente nell’atteggiamento che ho nei confronti di mio figlio. Mai montarsi la testa, guai. Io mi sono montato la testa adesso, quando mi sono accorto che lui ha smesso, nel modo per me più intelligente che ci fosse per smettere, allora ho provato a dirmi che probabilmente è stato il più bravo di tutti. Ma l’ho fatto oggi, prima mai. Non l’ho vissuto abbastanza, con i figli ci sei sempre poco, troppo poco, avresti sempre il piacere e la voglia di starci più insieme. Il fatto che Valentino diventi padre è proprio bello, poi lui l’ha presa con una grande gioia, vedrai che siccome non è esente dall’essere uguale a tutti gli altri piloti, poi ci rimetterà le mani presto per fare un maschio, tutto sommato potrebbe non dispiacergli contagiare un figlio della sua stessa passione. A dire la verità, mi sento impreparato a diventare nonno. Penso che mi daranno la nipotina molto poco, devo imparare…”, ha concluso.