Rabbia, disprezzo e un pizzico di superbia. Mescolare bene, et voilà: Jorge Lorenzo è servito! La Ducati scaraventata a terra è il simbolo di questo inizio di stagione dello spagnolo.

Tremendo e deludente, come pochi si sarebbero aspettati. La reazione avuta però dopo la caduta del Gp d’Argentina è di quelle che non ti aspetti, esagerata nei modi e nelle parole. Se Dovizioso vola in sella alla DesmosediciGp, la colpa (se così si può chiamare) dall’altro lato del box non può che essere ascritta esclusivamente allo spagnolo, incapace di domare una moto completamente diversa dalla Yamaha. Una scintilla mai scoccata, un rapporto mai decollato quello tra Lorenzo e la Ducati che rischia di peggiorare di giorno in giorno. Una liaison difficile, che ricorda quella di Valentino Rossi dicono alcuni. Alt, forse nei risultati ottenuti finora.

Non nel modo di rapportarsi alla moto, perchè il ‘Dottore’ con la propria… damigella ci ha sempre saputo fare. Sussurrarle qualcosa prima del via, accarezzarla, imbizzarrirla quando serve e innamorarsene. Carinerie che Lorenzo continua a non avere con la sua Ducati che, di Gran Premio in Gran Premio, si allontana sempre di più dai suoi guanti. Un comportamento che azzarderemmo definire superbo, alquanto altezzoso, dal momento che dovrebbe essere proprio il pilota ad amalgamarsi al proprio mezzo e non viceversa. Valentino Rossi ha dimostrato di saperlo fare eccome, e poco importa se la stagione a Borgo Panigale non gli ha regalato i successi sperati.
Lui, perlomeno, ci ha provato, senza scaraventare a terra la sua moto alla prima difficoltà. In questo, Lorenzo dovrebbe imparare da Valentino Rossi, quel signore col numero 46 che ha sempre trasformato la propria moto in regina. Superbia? Nemmeno a parlarne. Chiamasi Dolcezza, quella di un ragazzino che a 38 anni suonati riesce ancora ad innamorarsi di un mezzo a due ruote. Impara Jorge, con le donne bisogna saperci fare…

