Aruna ha solo 18 anni, ha la passione per le moto e ha intrapreso un lungo e difficile viaggio dal Burkina Faso verso l’Italia per inseguire il suo sogno.
Il viaggio di Aruna, come spesso purtroppo capita, è stato tremendo e ha lasciato al diciottenne un segno indelebile, che porterà con sè per il resto della sua vita. A causa di una forte paura dell’acqua, Aruna nel suo viaggio verso la Sicilia, dove il giovane stava finalmente per approdare dopo aver attraversato a piedi il deserto del Sahara, ha avuto un attacco di panico.
Gli scafisti però non hanno avuto pietà di lui, gli hanno legato mani e gambe e lo hanno gettato nella stiva del barcone, dove è rimasto per due interi giorni, senza bere nè mangiare. Le legature si sono rivelate troppo strette, Aruna è arrivato sì in Italia, ma ci è arrivato in gravissime condizioni: le corde infatti erano come dei coltelli sulla pelle del giovane, le ferite sono presto andate in setticemia e all’ospedale di Catanzaro i medici sono stati costretti ad amputargli le gambe, e le dita delle mani dopo tre operazioni di settantadue ore.
Accolto e coccolato dalle infermiere dell’ospedale catanzarese e dal centro di accoglienza “Piccola Famiglia dell’Esodo Decollatura” di padre Benedetto Marani, Aruna è stato fortunato nella sfortuna. Tutti infatti si sono prodigati per lui, facendo il possibile per fare in modo di potergli dare una vita normale e di permettergli di continuare ad inseguire il suo sogno.
Aruna è appassionato di moto, vorrebbe fare il meccanico, ma non un meccanico come tanti altri: lui vorrebbe infatti diventare un meccanico Ducati. Il 18enne sbarcato in Italia a dicembre del 2016 adesso può tornare a sorridere e piano piano cercare di arrivare a Borgo Panigale.
Le protesi sono finalmente arrivate, donate da una ditta catanzarese, e Aruna sta finalmente iniziando a muovere i suoi primi passi. Passi nuovi che sicuramente gli daranno la forza di intraprendere un cammino che possa rendere la sua vita speciale, e che gli possa permettere di costruirsi un futuro ricco di gioia e di dimenticarsi tutto il male che gli è stato fatto.
“Ciò che non uccide fortifica”, direbbe Nietzsche e Aruna sarà sicuramente fortissimo!
