Stare bene sportivamente: lo sport in Usa, le differenze con l’arretratezza dell’Italia

Italia vs Usa in uno scontro che non ha misteri sul vincitore. Gli americani possono vantare strutture ed impianti sportivi da far invidia a tutto il Belpaese

Andare ad assistere a un evento sportivo in America è cosa ben differente dal recarsi a tifare la propria squadra in Italia. Ed è una differenza che si ripercuote su tutto il modo di comportarsi e vivere una qualunque esibizione o manifestazione sportiva. In Italia, chiunque lo sa, il terrore e la scomodità regnano sovrani sopra qualunque tipo di avvenimento sportivo. Che si tratti degli spalti dello stadio della squadra del cuore o delle tribune del circuito di Monza, la storia è sempre la stessa.

LaPresse
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Sedute fredde o scomode, maxi-schermi per rivedere le azioni più belle inutilizzati o spenti per manutenzioni infinite, la voce “ufficiale” dell’evento sempre “troppo sopra le righe” o “a volume pari a zero”. Così succede che allo stadio il nome del giocatore che fa gol venga ripetuto urlando per almeno 3 volte (chissà da chi abbiamo preso questa moda?) mentre a Monza i tifosi provenienti da tutto il mondo cercano di dare una forma compiuta a quei sussurri gracchianti che escono dai vecchi altoparlanti del circuito. Così è.

A questo vanno aggiunti i “servizi”, che però, il più delle volte, non hanno il piacere di poter essere uniti a quel tipo di aggettivo tanto pulito: “igienici”. Ciliegina sulla torta, i generi di conforto spacciati dagli equilibristi del settore di vostra appartenenza. Non facciamo nomi ma caffè alcolici e birre possiedono un monopolio quasi imbarazzante in questo àmbito merceologico.

LaPresse/Spada
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In America, tutto cambia. Prima di tutto gli impianti sono tutti pulitissimi, lindi, accecanti. E sono ben tenuti, tanto da sembrare tutti nuovi di pacco. Stesso dicasi per i servizi (qui sì) igienici. I posti a sedere sono comodi, puliti anch’essi, e offrono buona visuale sia sul campo da gioco che sugli schermi. Gli schermi informano su tutto quello che riguarda lo svolgimento del match in corso: punti, formazioni, statistiche, foto. E, quando serve, ecco partire il replay-video dell’azione da rivedere. Incredibile! I bar degli impianti offrono tutto. Anzi, di più. Dal cheesburger appena fatto al prezioso hot-dog passando per pop-corn burro e sale, senza dimenticare la possibilità di fajitas mexicane, di sushi jappo, di pollo china.

Una volta seduti, il tuo vicino di posto non è un nemico, ma un amico con cui scambiare pareri sulla partita, sulla condizione di certi giocatori, sulle scelte tattiche del coach. Con i bicchieri, si improvvisano fraterni cin-cin, non guerre. Con le mani si applaudono sia la propria che la rivale squadra. E quando finisce la partita, si stringe la propria mano al tifoso rivale. Quello che succede in America non è un miracolo: si chiama comportamento sportivo. In Italia è un concetto che abbiamo scordato. Da troppo tempo, purtroppo.