Salvaguardia dell’ambiente e una ricerca costante verso metodi di produzione sostenibile: per creare capi non solo belli, ma soprattutto rispettosi dell’ecosistema e degli animali. Save the Duck, brand di capospalla animal-free, ha da tempo dimostrato come l’evoluzione tecnologica di nuovi materiali possa mantenere intatto lo stile di un marchio senza prevedere alcun utilizzo di piume, pellame, pelle o pelliccia.

Ideali promossi in occasione della Milano Design Week 2019. Perché dall’8 al14 aprile, Save the Duck dedica l’allestimento del suo store milanese alla collezione Ocean is my Home prodotta in Nety: uno speciale tessuto realizzato in nylon 100% riciclato econyl®, fibra ottenuta dalla rigenerazione delle reti da pesca recuperate nei mari e da reti da pesca già riciclate. Una collezione nata in collaborazione con Surfrider Foundation Europe: associazione internazionale che, ogni giorno, coinvolge i suoi volontari nella salvaguardia dei mari e pulizia delle spiagge.
Alla collezione Ocean is my Home Save the Duck dedicherà una vetrina del suo negozio di via Solferino, dove uno speciale allestimento illustrerà ancor meglio questa nuova iniziativa. Al suo interno (e sulle piattaforme social del brand) sarà infatti presentato un video dedicato alla collaborazione tra il brand e la no profit Surfrider Foundation Europe: parte del fatturato della collezione verrà così devoluto alle attività di pulizia di spiagge e mari di tutto il mondo. L’obiettivo? Ripulire 300.000 mq di spiagge e liberare i mari da 6.000 kg di rifiuti.
Per natura mentore di nuove iniziative e propulsore d’innovazione, durante il Salone del Mobile Save the Duck sarà inoltre sponsor di un nuovo progetto presso il celebre Spazio Rossana Orlandi: Guiltless Plastic (la plastica senza colpa) e il Ro Plastic Prize; premio internazionale dedicato ai migliori lavori realizzati in plastica riciclata. Si conferma così la collaborazione fra lo Spazio Rossana Orlandi e Save the Duck, già sponsor lo scorso autunno della mostra Running the Numbers del fotografo Chris Jordan: immagini create per raccontare le conseguenze che le azioni dell’uomo hanno sulla Terra, focalizzandosi proprio sull’abuso di materia plastica.
Save The Duck Ocean is my Home: la linea prodotta con tessuti provenienti da reti da pesca riciclate in sostegno di Surfrider Foundation Europe
Con la stagione Spring Summer 2019 Save the Duck, il brand 100% animal friendly, introduce sul mercato la nuova linea OCEAN IS MY HOME. La linea è contraddistinta da un nuovo logo azzurro che richiama i colori dell’Oceano. Infatti, sotto il claim “We clean the Ocean”, Save The Duck si è impegnata a sostenere Surfrider Foundation Europe, un’associazione internazionale che si adopera ogni giorno per la salvaguardia dei mari e la pulizia delle spiagge.

Per ogni capo della collezione OCEAN IS MY HOME Save The Duck devolverà parte del ricavato a Surfrider Foundation Europe e, grazie a questo impegno concreto, si riusciranno a ripulire 300.000 mq di spiagge e liberare i mari da 6.000 kg di rifiuti.
I capi della collezione OCEAN IS MY HOME sono prodotti con un tessuto speciale, il NETY, realizzato in nylon 100% riciclato ECONYL®. Il filato ECONYL® è una fibra ottenuta dalla rigenerazione delle reti da pesca recuperate nei mari e negli oceani e dal riciclo di nylon pre-consumer e post-consumer. Un’ulteriore innovazione sul fronte della sostenibilità, caratteristica imprescindibile ed identitaria del brand.
La palette colori si ispira all’immensa varietà dei toni dell’oceano. Tutti i blue fino al bianco per l’uomo e tutti i verdi fino al bianco per la donna, dagli smeraldi al verde menta. I colori di interruzione appartengono all’immensità ed al silenzio degli abissi, dai gialli, agli aranci, fino alle sfumature di rosso del corallo. I modelli di OCEAN IS MY HOME leggono in modo trasversale la collezione main del brand e comprendono i micropiumini nei loro diversi pesi, i capi più tecnici come i Rainy e i Protech e la parte Burn, in cui il fashion incontra lo sport, con dei capi tipicamente athleisure che mixano gli imbottiti alla felpa.













