Fabrizio Moro ed Ermal Meta calcano il palco dell’Ariston nella prima serata della 68ª edizione del Festival di Sanremo e presentano la loro canzone ‘Non mi avete fatto niente’. Nel ‘Dopofestival’ però si scopre che il brano dei due cantautori è molto simile (sopratutto nel ritornello) a quello presentato da un’artista a Sanremo Giovani qualche anno fa, dello stesso autore della canzone del duo sanremese. Scoppia così il caso che vede sul ‘banco degli imputati’ proprio Ermal Meta e Fabrizio Moro che si dichiarano totalmente estranei alle accuse fatte loro. Oggi (dopo la sospensione dalla gara, che ieri non gli ha permesso di salire sul palco dell’Ariston) si è arrivati alla decisione di riammetterli ufficialmente al Festival di Sanremo 2018. Un’odissea che pare conclusa e che in conferenza stampa i due protagonisti della vicenda hanno raccontato così. Prima Ermal Meta ha ammesso:
Non avete davanti due furbacchioni. Io e Fabrizio forse ignoriamo tante cose ma sappiamo come scrivere canzoni. Il brano dice cose importanti e secondo noi meritava una chance. E’ una fotografia del nostro tempo, peraltro non scritta per presentarla al festival.
Fabrizio Moro è poi intervenuto coadiuvando il compagno d’avventura.
Siamo stati male, io stanotte non ho dormito, per l’uso della parola plagio. Siamo due autori e non abbiamo bisogno di plagiare nessuno. La canzone l’ho scritta io insieme ad Andrea (Febo, il terzo autore del brano, ndr), e su quella canzone ho lavorato per un anno. E’ un pezzo che nasce da una lettera che un familiare di una delle vittime del Bataclan ha scritto e letto in mondovisione, e che si concludeva con ‘Non mi avete fatto niente’. Questo mi ha fatto prendere lo spunto, ma sono andato a prendere qualcosa che io stesso avevo scritto. Questa è la genesi e ci tenevo a spiegarla.
