Molestie sessuali – Caccia alle streghe o denunce giustificate? La lettera di Catherine Deneuve che ‘assolve’ gli uomini del dopo Weinstein

Il tema delle molestie sessuali è stato abusato nel 2017? Ecco la lettera di Catherine Deneuve e di altre 99 donne pronte a sostenere i diritti degli uomini ad importunare il sesso opposto

Il 2017 è stato l’anno che ha scoperchiato un vaso di Pandora contenente delle orribili verità. Il caso Weinstein, baluardo in negativo di tutti gli episodi di molestie sessuali subiti da donne in ambiti lavorativi, ha sconvolto il mondo intero, scoprendo una realtà che va oltre ogni immaginazione. Sesso in cambio di parti in film, palpatine, inviti promiscui a cena, droga, massaggini e chi ne ha più ne metta. Come prevedibile il dibattito ha scatenato una serie di polemiche che si possono riassumere in due principali filoni: il primo è quello a completa difesa delle donne, in cui si viene esortate alla denuncia di qualsiasi gesto fraintendibile da parte del sesso opposto; il secondo è quello che (coi piedi di piombo) cerca di  distinguere le molestie vere e proprie, dai gesti anche insistenti di un uomo che fa semplicemente il ‘provolone’. Di questo secondo filone, in maniera del tutto imprevista, si sono fatte promotrici 100 donne, di cui si è resa paladina Catherine Deneuve. L’attrice francese ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinta a portare avanti questa sua convinzione, secondo cui:

Lo stupro è un crimine. Ma tentare di sedurre qualcuno, anche in maniera insistente o maldestra, non è un reato, né la galanteria è un’aggressione del maschio.

Nella lettera, firmata dalle 100 donne sopracitate, si condanna la caccia alle streghe fatta a seguito del caso Weinstein e si promulga al contrario l’idea di una non condanna al maschio che ci prova, anche se insistentemente. Catherine Deneuve e le altre 99 donne firmatarie della lettera, sostengono l’inappropriatezza del modo in cui questi casi sono stati trattati, che in alcuni episodi hanno:

comportato, sulla stampa e sui social network, una campagna di delazioni e accuse pubbliche di individui che, senza che si lasci loro la possibilità di rispondere o di difendersi, vengono messi esattamente sullo stesso piano di violentatori. Questa giustizia sbrigativa ha già fatto le sue vittime, uomini puniti nell’esercizio del loro lavoro, costretti a dimettersi, avendo avuto come unico torto quello di aver toccato un ginocchio, tentato di strappare un bacio, o aver parlato di cose intime in una cena di lavoro, o aver inviato messaggi a connotazione sessuale a una donna che non era egualmente attirata sessualmente.

Si rende dunque indispensabile e necessario secondo questa schiera di donne, lasciare agli uomini:

la libertà di sedurre e importunare. Questa febbre di inviare i ‘maiali’ al macello, lungi dall’aiutare le donne a rafforzarsi, serve in realtà gli interessi dei nemici della libertà sessuale, degli estremisti religiosi, dei peggiori reazionari e di quelli che credono che le donne siano esseri umani a parte, bambini con il volto adulto, che pretendono di essere protette. Noi difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale. Siamo abbastanza mature per ammettere che la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia, ma siamo anche sufficientemente accorte per non confondere il corteggiamento maldestro con l’aggressione sessuale. La donna, oggi, può vigilare affinché il suo stipendio sia uguale a quello di un uomo, ma non sentirsi traumatizzata per tutta la vita se qualcuno le si struscia contro nella metropolitana.

La preoccupazione di Catherine Deneuve è che una causa all’apparenza giusta e sacrosanta diventi una sorta di vittimismo femminista, in cui ogni gesto da parte di un uomo può diventare fraintendibile. Il fatto che esista un sottilissimo confine tra molestie sessuali e semplici gesti da latin lover, dovrebbe far pensare all’attrice francese che tutte le donne possono non leggere determinati gesti da parte di un uomo nella stessa maniera. Se una donna sentendosi ‘strusciata’ in metropolitana può dimenticarlo il giorno dopo, non è detto che un’altra non lo serbi come un trauma per tutta la sua vita. La caccia alle streghe, scatenata dal caso Weinstein nei confronti di uomini colpevoli di essere solo un po’ troppo spacciati, forse esiste. Ci sembra altrettanto estremo però il pensiero avallato da queste 100 donne, in cui la varietà e la complicatezza del  mondo femminile si racchiudono in una visuale ristretta e completamente univoca. Oltretutto ancora una volta, le ‘parti’ degli uomini sono prese da quelle donne che domani potrebbero essere vittime proprio di coloro che fino ad oggi hanno assolto.