Miss Italia 2018 – Facchinetti risponde alle accuse di maschilismo contro la kermesse: la dura reazione del presentatore

Francesco Facchinetti si ribella alle accuse di maschilismo contro Miss Italia, il presentatore della kermesse esprime il suo dissenso in un post Instagram

Miss Italia 2018 è maschilista? Il concorso di bellezza italico, come ogni anno, attira le attenzioni di chi giudica il format della gara sminuente dei valori femminili. Una delle domande più retoriche in ogni edizione della kermesse è: “è giusto far sfilare in costume le reginette di bellezza?”. Dopo che a Miss America sono stati aboliti i bikini per le miss, qualcuno avrebbe voluto vedere il provvedimento preso oltreoceano anche in Italia. Francesco Facchinetti, presentatore della finale su La7 insieme a Diletta Leotta, scrive un lungo post su Instagram in cui accusa di perbenismo alcuni giornalisti, che a loro volta reputano il concorso maschilista.

In Italia le tradizioni ci piacciono tanto, ed è tradizione che prima della finale di Miss Italia, puntuale come gli orologi svizzeri, arrivi la polemica. – scrive Facchinetti Quest’anno però si è passati oltre, e certi giornalisti – fortunatamente non tutti – che avrebbero preferito prolungare le vacanze e startene a Formentera ad assistere alle prodezze di Bobo Vieri, hanno deciso bene di accusare me e il concorso di MASCHILISMO, di essere poco coraggiosi perché non abbiamo abolito le Miss in costume come è accaduto a Miss America. Bene, se volete prendervela con qualcuno prendetevela con me. Io il bigottismo americano di gente che copre le donne per perbenismo non lo voglio imitare. A parte che gli americani hanno tanti pregi ma tra questi non esiste la coerenza e quindi vivono di estremi passando da Charles Manson a Walt Disney con la stessa facilità con cui l’Inter passa da vincere fuori casa 3-0 a perdere in casa con il Parma, perché dovremmo impedire a delle bellissime ragazze di qualsiasi taglia di sfilare in costume? Solo perché poi qualcuno da casa potrebbe fare pensieri strani? Il problema è vostro, non loro. Ogni anno il nostro concorso è sempre più inclusivo, aperto a tutti. A tutti tranne a chi pensa di decidere come debba vestirsi una donna, perché il problema non è mai quello che mettono loro, ma la cattiveria negli occhi di chi guarda. Ed è quella che dobbiamo eliminare! È come se ai miei figli per paura che succeda loro qualcosa in strada, visto le notizie orribili che leggiamo, vietassi di uscire. Vogliamo davvero tornare al medioevo? Ora mi tranquillizzo che ho le prove, ci vediamo domani!”.