La maison orafa, conosciuta a livello internazionale per l’uso della tecnica del mosaico minuto romano, presenta la nuova collezione di gioielli realizzati da Claudia Cherubini con sette spezie unite all’argento e al bronzo. Spazio anche ai bijoux impreziositi con sete e lane cotte di Anna Bulzoni. Portano fortuna in amore, ma sono anche amuleti contro l’infedeltà; simboleggiano la trascendenza per il popolo Maya e Azteco oppure sono considerati catalizzatori di onde positive, in grado pure di tenere lontani gli incubi. Sono le leggende e le antiche credenze legate a sette spezie – caffè, cacao, vaniglia, cannella, peperoncino, noce moscata e anice stellato – che si fondono con l’argento e il bronzo per diventare esclusivi gioielli taylor made presentati da Le Sibille. Anime di questa maison romana fondata nel 1990, Camilla Bronzini, Francesca Neri Serneri e Antonella Perugini che dopo ventisette anni di ricerca e successi aprono al pubblico il loro nuovo atelier in Prati (via Muzio Clementi 68B).
Trasformare in ‘materia’ il profondo amore per l’antica arte orafa e dare vita a manufatti unici, ispirati al passato ma dal design contemporaneo: è questo il trait d’union che caratterizza le tre artiste romane de Le Sibille, una squadra tutta al femminile riconosciuta a livello internazionale per aver riportato in auge la lavorazione del mosaico minuto romano a misura di gioiello, che piace tanto in Giappone, Russia, America e Paesi Arabi, ma anche in Cina e Indonesia. E se la peculiarità delle loro creazioni, apprezzate in tutto il mondo, deriva in primis dall’utilizzo di questa tecnica risalente al Settecento e quasi estinta, non è da meno la voglia di aprirsi a nuove collaborazioni in rosa e di spingersi anche all’utilizzo di materiali ‘low cost’ e di uso comune. Ne è un esempio l’ultima neonata collezione di gioielli speziati,realizzata dall’artigiana Claudia Cherubini e prodotta in elettroformatura: sette spezie per manufatti dal forte valore simbolico, tutte da scoprire nel nuovo atelier di Roma, inaugurato ieri.
Per i loro preziosi, Camilla Bronzini, Francesca Neri Serneri e Antonella Perugini si ispirano infatti alle culture e alle architetture di tutto il mondo, ma anche all’arte romana, greca e rinascimentale, con un occhio attento verso le influenze orientali e le contaminazioni. In tal senso, oltre le spezie, c’è un’altra novità messa in campo da Le Sibille: i bijoux impreziositi con sete e lane cotte, realizzati in collaborazione con Anna Bulzoni di Anima Natura. Pochi pezzi creati ‘intrappolando’ fiori e foglie con tinture provenienti dalla clorofilla e con reagenti naturali e utilizzando lana merinos extrafine e seta purissima, il tutto mixato con argento e pietre.
