Una storia raccapricciante quella raccontata da Michelle Hunziker su un periodo particolarmente buio della sua vita. La presentatrice che tutti conosciamo infatti negli anni che la videro felice accanto a Eros Ramazzotti e con la sua prima figlia Aurora nascondeva un grande segreto svelato in un’intervista al Corriere della Sera. Dietro il sorriso solare della bella Michelle Hunziker infatti si celava l’ombra di una setta che la costrinse a rinunciare alla vita ed a molte altre cose che ora la bionda svizzera racconta nel suo libro autobiografico.
È la prima volta che racconto questa storia. Finora ho nascosto tutto persino a mia madre, l’unico con cui ne ho parlato è stato mio marito Tomaso. Quando ci siamo conosciuti abbiamo condiviso tutto: lui i suoi lutti e io la mia esperienza dei cinque anni in una setta. Una volta uscita da lì è stato un continuo tentativo di ricostruire la mia vita. Non è stato facile accettare che fosse successo proprio a me: ho sofferto di attacchi di panico e per anni ho creduto che sarei morta di lì a poco, per soffocamento, come aveva previsto la setta.

Un racconto clamoroso quello che Michelle Hunziker riporta nella sua autobiografia e di cui nessuno conosceva l’esistenza. Un incontro con colei che per alcuni anni gli ha cambiato la vita quasi casuale, che l’ha spinta però in un vortice di tristezza. Tutto iniziò quando la bella Michelle ebbe un problema che la sconvolse per la sua inaspettata portata:
Ero la compagna di Eros, la mamma di Auri: ero felice. Al mattino quando aprivo gli occhi controllavo lo stato del cuscino, per scoprire che era diventato biondo. – problema poi risolto grazie ai consigli di Clelia leader della setta a cui la Hunziker prendeva parte – Cominciarono a spuntarmi teneri e biondissimi capelli nuovi… Mi sentivo miracolata.
Nei dolori profondi della vita però si insinua il ‘potere’ di plagio di Clelia nei confronti della conduttrice. Michelle Hunziker prosegue il suo racconto con quello che forse può essere visto come uno dei dispiaceri più forti della sua esistenza:
A 15 anni ho fatto l’errore di giudicarlo e ho deciso di non parlare più con lui. – dice riferendosi al padre -Ma la sua mancanza ha continuato a scavare dentro di me. Mio papà era lì, ma non stava bene, era seduto in ultima fila e nessuno lo considerava. Al ricevimento era stato messo in un tavolo in un’altra stanza, lontano da me. Da una parte ero piena di rabbia, ma dall’altra lo avrei desiderato vicino. Mi ha fregato così, restituendomi l’amore di mio papà. Avrebbe potuto dirmelo uno psicologo, ahimè mi sono imbattuta in lei. Grazie a quel consiglio ho potuto riavere mio padre, fargli fare il nonno. Poi è morto, e io sono rimasta di nuovo sola. Ma stavolta con me c’era lei.

Nel dolore della perdita di un padre si insinua tutta la potenza della setta che tenta di governare la vita e le debolezze della vulnerabile Hunziker.
Clelia ti catturava per la bellezza e la purezza, emanata da abiti candidi e raffinati, dalla pelle idratata da oli essenziali. Era sempre profumata, con un sorriso pazzesco e un velo di abbronzatura. La sua delicatezza e l’ossessione per l’accudimento la rendevano materna: era un fiore pericolosissimo. Secondo lei, ero circondata da energia negativa: la colf, l’autista… Una sera d’autunno avevo programmato di andare a teatro con una decina di amici: lei mi telefonò per dirmi di annullare. Sarebbe stato negativo per la mia energia. E io annullai. La setta filtrava le chiamate: mia mamma veniva sempre respinta. Quando ha letto il libro le lacrime le appannavano gli occhiali. Mi ha confidato di aver mandato un suo socio, ateo, a fare terapia da Clelia per ottenere informazioni su di me. Anche lui, dopo una sola seduta, era stato reclutato.
Da qui alla solitudine e al completo controllo della sua esistenza da parte della setta, è stato per la famosa presentatrice un affidarsi totalmente nelle mani di Clelia. Michelle ormai dipendente da ciò che lei le diceva di fare o di non fare era arrivata ad allontanare sua madre, ma anche gli altri suoi affetti.
Chiamavo festosa Aurora fingendo di avere gente a cena, per poi passare da sola il resto della sera in silenzio, davanti all’albero. Era come quando mio padre diceva vengo a prenderti per il weekend e poi non arrivava mai: speravo che almeno quella volta mia madre e Eros venissero a portarmi via. Ma come diceva Clelia, non mi voleva nessuno.

Dal raschiare il fondo alla risalita. Per Michelle Hunziker la liberazione dalla setta è un riappropriarsi della propria vita e di ciò che di bello ha questa da offrire.
Ho chiamato subito mia madre e i miei amici, chiedendogli solo una cosa: non fatemi il processo. Ero la gallina dalle uova d’oro, ma sono stata derubata soprattutto della dignità. Nella setta c’erano direttori di giornali, conduttrici tivù, autori, magistrati, poi allontanati: io ero sufficiente al progetto. Uscita dalla setta ho trovato una guida spirituale, frate Elia, che mi ha permesso di incontrare padre Amorth: mi ha rassicurata e poi mi ha benedetto. Ho ripreso a mangiare carne solo in attesa di Sole. Prima sentivo odore di cadavere. Oggi non ho rancori, ho scoperto la fragilità della setta, tutto il progetto che si è dissolto sotto ai miei occhi.
