Da MasterChef alla Juventus, passando per… Diletta Leotta: a tutto Valerio Braschi!

Intervistato in esclusiva da Tuttosport, il sesto MasterChef italiano Valerio Braschi svela la sua passione per la Juventus

Un sogno realizzato e un altro ancora da inseguire. La vittoria di MasterChef Italia già in tasca, un triplete sorprendente in testa, legato da quella passione per il calcio nata e cresciuta nel corso di una vita affrontata sempre al massimo.

valerio braschiValerio Braschi è così, semplice e sorridente, innamorato della cucina e della Juventus, sua squadra del cuore oltre al Modena. Proprio di queste sue passioni, il giovane cuoco ha parlato nel corso di un’intervista rilasciata a Tuttosport, durante la quale Valerio ha svelato anche chi inviterebbe per una cena romantica. “Se la Juventus vince la Champions, cucino io per tutti: squadra, staff, dirigenti. La ricetta l’ho già in mente, ma non la dico, ora. Non voglio gufare. Sì, sono il classico “Pataca” alla mano, spontaneo, allegro. E soprattutto appassionato di calcio: da piccolo non mi piaceva, ma ho recuperato col tempo. Adesso sono davvero malato di Juve e di Modena. Non mi perdo una partita. Dopo il successo a “MasterChef” sogno di realizzare il mio Triplete: Juve campione d’Europa e Modena salvo in Lega Pro“.

LaPresse/Massimo Paolone
LaPresse/Massimo Paolone

Martedì la Juventus sfida il Porto per il ritorno degli ottavi di Champions, Valerio pensa già a… come cucinare i portoghesi: “sembra fatto apposta per me, il Porto. Adoro cucinare il baccalà e mi piacerebbe che lo facesse anche la Juventus. Io lo preferisco in padella con una bella salsa oppure sotto forma di mousse. Sono ottimista per natura e quest’anno ci credo più che mai, alla Champions. Abbiamo venduto Morata e Pogba, ma con Higuain e Dybala siamo forti davvero. Il Pipita sarebbe un asado con salsa piccante: tosto e fortissimo. Dybala lo vedrei più come degli “Xiao long bao”, tipo quelli che ho preparato nella finale di “MasterChef”: sono molto tecnici, proprio come la Joya. Sogno mercato? Gareth Bale. Con il gallese saremmo ancora più devastanti. In Italia già lo siamo, devastanti. Anzi, siamo proprio superiori“.

valerio braschi3I giudici di MasterChef non hanno mai nascosto le proprie passioni calcistiche, sopratutto il milanista Carlo Cracco: “è successo di parlare di calcio e di “battibeccare” un pochino con lui. Con Cannavacciuolo, invece, ho evitato: lui è proprio napoletano ed è talmente grosso che è meglio non provocarlo. Antonino mette paura…. Galliani? Sarebbe un piatto di Gnocchi alla crema di baccalà, erba cipollina e noci pecan. Sembra un piatto pacato, ma in realtà ha degli spunti interessanti e pungenti come Galliani“.

LaPresse/Marco Bucco
LaPresse/Marco Bucco

Tanti sms sul suo cellulare dopo la vittoria, ma Valerio ne vorrebbe uno in particolare: “un messaggio di Higuain dopo la vittoria sarebbe il massimo, è uno dei miei preferiti. Per chi cucinerei? Inviterei volentieri Diletta Leotta, la giornalista di Sky Sport. Ma non mi spingo oltre. Se dovesse scrivermi Buffon, invece, per un consiglio in cucina gli direi di puntare su un pacchero con rana pescatrice, lime e pinoli tostati. E’ perfetto per uno con tanti impegni e poco tempo come Buffon. E’ un piatto semplice, ma molto saporito: perfetto per sorprendere senza però doversi ingegnarsi troppo“.

valerio braschi2Valerio, infine, parla dei suoi progetti futuri: “Mi rivedo in Pjaca. Come lui ho mostrato talento in quello che faccio, ma devo ancora dimostrare di poter essere un campione. Io sto frequentando il quinto anno all’istituto alberghiero e adesso, dopo la vittoria a “MasterChef”, farò uno stage da Bruno Barbieri a Bologna. Mi sono avvicinato ai fornelli a 6 anni: bruciavo delle gran verdure in padella, però già allora ero affascinato da questo mondo. Il mio sogno è quello di sempre: aprire un bel ristorante e avere tra gli ospiti pure i miei idoli juventini. A cosa non rinuncio mai? Alla piadina salsiccia e cipolla, almeno due volte a settimana. Semplice, forse banale: però resta la più buona. La verità è che tutti la conoscono, ma in pochissimi la sanno cucinare bene“.