La partenza, lo scatto bruciante, un errore e poi il patatrac. Sebastian Vettel ha sbagliato, lo ha fatto di nuovo, dimostrando di non saper reggere al meglio la pressione di guidare una monoposto come la Ferrari. Troppo facile esaltarlo di fronte alle vittorie, ma al cospetto di così tanti errori non si può chiudere un occhio.

Dal suo arrivo a Maranello, il tedesco ha inanellato una serie di battute a vuoto che non sono passate inosservate, soprattutto considerando i punti persi per manovre al limite del regolamento. Come dimenticare la ruotata sferrata ad Hamilton lo scorso anno a Baku? Un comportamento costato una vittoria certa, visto poi il problema al poggiatesta avuto dal britannico. Vettel soffre la pressione, convivendo con un’ansia da prestazione che lo condiziona nei momenti topici delle gare. Non sempre ovviamente, ma negli ultimi anni sta accadendo con frequenza. Sono lontani i tempi della Red Bull, quando Seb non sbagliava perché libero di testa. Acclamato al suo arrivo come salvatore della patria, il tedesco non è riuscito ancora a portare il titolo a Maranello e, se non dovesse riuscirci nemmeno in questa stagione, allora ecco che si potrebbero aprire scenari davvero clamorosi.

Uno di questi potrebbe essere il divorzio, per via di una diminuzione delle motivazioni e di una fiducia che verrebbe meno da parte del team che, per rispettare il contratto, potrebbe affiancargli Ricciardo per aumentare la competitività. La scelta di Charles Leclerc sarebbe più rischiosa, perché il monegasco ha solo 20 anni e si troverebbe in un ambiente stratosfericamente difficile da capire e da assimilare. Le prossime due gare saranno decisive per Vettel, sarà fondamentale conquistare più punti possibile in Austria e Inghilterra per avvicinarsi a Hamilton, scappato a più 14 dopo il Gp di Francia. L’evoluzione della Mercedes fa paura, la Ferrari però non teme il confronto. Vincerà chi sbaglierà di meno, adesso tocca a Vettel dimostrare di valere il Cavallino…
