Alla fine, dopo gli spaghetti e le pizze all’arrabbiata, dopo l’avvincente gara e dopo il traguardo, i rintocchi più belli del Gran Premio di Ungheria sono arrivati dal sedile di una Ferrari vincente, pronunciate da un pilota tedesco che tutti pensavano essere in qualche modo freddo come il suo predecessore, e che invece, dal suo casco, col suo cervello e col suo cuore, ha fatto emozionare chiunque stesse seguendo la corsa. Sono stati rintocchi rossi, come di campane che al contempo riescono a suonare l’orgoglio dei vincenti e il ricordo dei mancanti. Sono state le parole di Sebastian Vettel dedicate, in lingua francese, all’amico e pilota Jules Bianchi: “Merci Jules, cette victoire c’est pour toi!”. Parole che sono sembrate, per l’appunto, rintocchi di campane, partenti dalla chiesa di Santa Riparata a Nizza, passanti per Maranello e destinati a volare in alto e a risuonare in cielo. In quel cielo in cui Jules, ne siamo sicuri, starà finalmente indossando la sua tanto amata tuta rossa del cavallino rampante.
Rintocchi rossi, dal successo di Vettel alla sua dedica speciale…
Un Gp d'Ungheria che ha regalato alla Ferrari tante gioie e dediche in memoria del giovane pilota Jules Bianchi

