
La questione relativa agli atleti russi che chiedono l’ammissione ai Giochi Olimpici di PyeongChang tramite il Tas di Losanna continua a tenere banco, coinvolgendo nella discussione anche il presidente dell’agenzia mondiale antidoping, Craig Reedie. Nelle prossime ore il Tribunale arbitrale dovrà decidere sul ricorso di questi atleti, squalificati dalla Wada nell’ambito dello scandalo scoppiato in Russia. Reedie attende con ansia la decisione dei giudici sottolineando che, in caso di via libera, i responsabili dovranno risponderne:
“Se il Tas prende la decisione chiave, stabilendo che gli atleti russi hanno il diritto di partecipare ai Giochi, allora di quella decisione dovranno rispondere i responsabili. Non è compito della Wada decidere chi può partecipare, io non ho intenzione di dimettermi, ma mi piacerebbe sapere qual è la decisione. Sicuramente per me, dopo tre distinte indagini, non vi era alcun dubbio sul fatto che ci sia stata una sistematica manipolazione dei controlli antidoping. Non so come il Tas sia arrivato a decisioni a decisioni diverse. Non ho ancora il vero e proprio dispositivo, quindi lo attendiamo con interesse. Posso capire l’irritazione degli atleti puliti. Da quando esiste l’antidoping, gli atleti vogliono risposte e azioni e le vogliono subito. Ma dallo scorso aprile abbiamo una serie di regole che consentono di coprire loro le spalle. E lo abbiamo fatto, credetemi. Su queste Olimpiadi, posso solo esprimere la speranza che gli atleti si sentano di partecipare a una competizione leale e onesta”.
