Prima la gloria, poi il ritiro. Prima gli applausi, poi il silenzio. Prima il titolo, poi la pensione. Tutto in pochi giorni, tutti in pochi sospiri. Nico Rosberg dice addio alla Formula 1, inaspettatamente.

Come un fulmine che squarcia un cielo sereno e assolato. Domenica si brindava al suo successo e si pensava già al 2017, adesso è tutto finito: la sua carriera, i suoi record, la sua avventura alla Mercedes. La cerimonia di consegna del trofeo di campione del mondo è il palcoscenico ideale per gridare al mondo la propria decisione: “sono stanco, chiudo qui“. Troppa pressione per quel simpatico ragazzo biondino riuscito a coronare il suo sogno all’età di 31 anni. Per dire basta all’apice della propria carriera ci vuole maturità e Nico ha dimostrato di averne eccome. In pista e nella vita. Dieci mesi trascorsi a pianificare ogni singolo Gran Premio, una stagione dedicata esclusivamente al suo obiettivo, spesa lontano dalla propria famiglia.

“Lascio perchè ho dato tutto. Ho una famiglia straordinaria, ma passo più tempo con Georg (il suo assistente personale)”. La pressione di ricominciare a scalare la stessa vetta tra tre mesi deve aver fatto scattare qualcosa, l’animo di Rosberg non ha retto al pensiero di dover affrontare sul piano nervoso un famelico avversario come Lewis Hamilton. Le scintille dialettiche di questo 2016 hanno svuotato Nico che, nonostante tutto, ha incassato e risposto. Fino al momento decisivo, fino a quegli ultimi minuti del Gp di Abu Dhabi, dove Rosberg ha dimostrato di meritare ampiamente il titolo. Il guerriero depone le armi proprio nel momento più bello, all’apice di quella carriera che adesso luccica un po’ di più. Nel segno del padre Keke, della figlia Alaia e dello spirito combattivo che lo ha sempre contraddistinto. In gamba Nico, per l’ennesima volta hai dimostrato di essere un Campione!
