“Correrò per tutto il tempo necessario a diventare il migliore di sempre, a essere The Greatest, come Muhammad Ali. Se saranno cinque anni, saranno cinque anni in cui migliorerò senza sosta. Alla naturalezza con cui guido voglio aggiungere nuovi strumenti. Ma adesso ho ancora strada da fare“. Così Lewis Hamilton, tre volte campione del mondo di F.1 in una intervista pubblicata su GQ Italia. Anche se è giunto solo secondo in Australia il pilota della Mercedes è sempre il grande favorito per la vittoria del titolo piloti 2017.

“Se il tuo obiettivo è diventare il più grande, la pressione da gestire è quasi inimmaginabile. C’è la competizione, feroce in sè. E poi ci sono i media, che nella sconfitta cercano di approfittarne e infieriscono. Nel cuore e nella mente è come se si liberasse l’energia di una bomba atomica, da assorbire in un mondo dove esiste solo il primo posto. Se arrivi secondo, hai perso“, afferma il pilota anglocaraibico che sul suo modo di vivere più da rockstar che da pilota, racconta: “Sono cresciuto sentendomi ripetere che non ce l’avrei mai fatta.

E da quel giorno, provare alle persone che si sbagliano mi dà gran gusto. E’ una delle energie che mi muovono. La vecchia generazione di piloti viveva così: sveglia, gara, cena, letto. Stop. L’unico modo per essere competitivi, dicevano, è quello lì. Ecco, mi vorrebbero quadrato, omologato. Per me, invece, andare alle sfilate di moda a Milano, una settimana prima dell’inizio della stagione, non è accettabile? Io ci vado. Uscire la sera che precede un Gran Prix? Lo faccio, e poi mi presento in pista e corro al meglio. Evadere dagli schemi, spostare i limiti, e’ il mio obiettivo“. (ITALPRESS).
