Un nuovo weekend di gara di Formula 1 è alle porte: i piloti sono già a Shanghai, dove domenica si disputerà il Gp della Cina, terzo round della stagione 2019. I campioni delle quattro ruote hanno incontrato oggi la stampa, raccontando le loro sensazioni in vista della nuova gara, dopo le prime due sfide dell’anno.

In Cina la Formula 1 festeggia un importantissimo traguardo, quello dei 1000 Gp e non poteva che aprirsi con questo argomento la conferenza stampa piloti: “non ricordo bene quando ho capito di voler fare il pilota, ma tanto tempo fa, di sicuro negli anni ’80, nei miei primi ricordi credo ci fosse in gara Keke Rosberg e gli scoppiò una gomma, forse ad Adelaide, forse era anche la sua ultima gara, io facevo sempre il tifo per i piloti finlandesi, ma quando ero molto piccolo già cominciavo a guidare, a gareggiare nei go kart, ma non pensavo fosse qualcosa che potesse accadere, ho iniziato a crederci quando avevo un manager tutto mio e poi le cose sono andate molto veloci, quando ero un ragazzo era un sogno non un obiettivo realistico ma poi le cose sono andate a crescere molto velocemente“, ha esordito Raikkonen.

“Non cambiano i miei obiettivi, è ancora molto lunga, è difficile cambiare gli obiettivi già adesso, ma non posso paragonare la macchina dell’anno scorso, l’avevo provata solo in una pista, è stato sicuramente fatto un buon lavoro durante l’inverno, dalla macchina che ho provato ad Abu Dhabi nei test delle gomme a quella di ora c’è stato sicuramente tanto miglioramento ma c’è ancora da fare, è sempre una continua evoluzione, ma in generale è un pacchetto solido, la macchina è abbastanza semplice da comprendere, abbiamo dei ragazzi davvero validi in tutte le aree di lavoro che stanno portando aggiornamenti buoni, il passo c’è e bisogna cercare di andare più veloce ad ogni weekend, tenere il passo degli altri e vedere dove arriveremo a fine stagione“, ha aggiunto il finlandese dell’Alfa Romeo che ha poi ammesso di non aver potuto celebrare il 1000° Gp della F1 sul suo casco a causa di un problema col regolamento.
“Non ho un ingrediente speciale per motivarmi, credo che sia diventato più un hobby per me che un lavoro, per questo probabilmente mi diverto ancora, cerco sempre di fare del mio meglio, ma a volte succede che ci siano giornate complicate, ma non è mai stato un problema per me. io cerco semplicemente di fare quello che posso, quando sentirò di non essere in grado di dare quello che mi aspetto allora seguirò un’altra strada, fino ad allora continuo“, ha continuato Kimi che apprezza particolarmente il circuito cinese: “credo sia una bella pista, è sempre stata la stessa da quando sono arrivato la prima volta, ci sono buone opportunità di sorpasso, quindi una pista piuttosto divertente“.
Il pilota finlandese ha poi risposto ad una domanda dalla platea sui figli, che secondo delle ‘dicerie’ “rallentano il pilota di un secondo”: “non credo che i figli facciano la differenza, sono storie che si creano sul nulla, io non ho mai pensato che avere figli abbia mai condizionato la mia guida. Credo che però dipenda da persona a persona, per alcun può essere diverso ma da parte mia non sento la differenze, chiaramente cambia la vita fuori dalle corse, ma per quanto riguarda la pura guida non c’è differenza“.

Mentre sui tantissimi fan che in Cina lo amano in maniera incredibile ha aggiunto: “non ho idea, dovreste chiederlo a loro, sicuramente in Giappone e Cina sembra che i piloti finlandesi siano molto popolari, qui a volte mi sembra di non potermi muovere, ma fa parte di questo aspetto del nostro lavoro. Ho sempre avuto tanti fan fin dalla prima volta che siamo venuti qui mi fa piacere, ma non saprei il motivo“.

Infine sulla possibilità di avere un brand di sigarette elettriche come sponsor della F1, Raikkonen ha concluso: “nessun problema a riguardo e non vedo il legame sul fatto che se mio figlio può vedere delle pubblicità in particolare, che siano sigarette elettriche o no non penso che questo possa condizionare le sue scelte, io non sono mai stato condizionato quando ero bambino. Le regole sono regole, quello che si può fare o meno non dipende da me ma io non ho alcuna preoccupazione a riguardo“.
