La stagione 2020 di Formula 1 sta per iniziare! Mancano pochi mesi alla prima gara del nuovo Mondiale, che si prospetta ricco di emozioni e spettacolo nonostante c’è chi crede che la Formula 1 moderna sia noiosa. Non la pensa così Jean Alesi, pilota fancese che con la Ferrari ha vissuto emozioni fortissime: “non è vero che è più noiosa, siamo noi che la guardiamo in modo diverso. Siamo un po’ tutti più viziati. I piloti sono preparati e allenati, le macchine sono veloci e potenti, la Formula 1 regala sempre grandi battaglie. A me piace“, ha dichiarato a I Lunatici di Rai Radio Due.

L’ex pilota si è poi soffermato sui suoi anni in Ferrari: “sono indimenticabili. Vedere i tifosi che ancora oggi mi ricordano mi fa sempre molto piacere. Non potrò mai dimenticare la vittoria al Gp del Canada nel 1995. Era il mio compleanno, fu una giornata pazzesca. Quel Gp negli ultimi giorni avevo una tensione enorme. Cercavo di essere il più dolce possibile con la macchina per arrivare al traguardo. Forse la Ferrari non era la più forte ma era sempre la più bella. L’affidabilità non era la sua forza, ma arrivare a Maranello, entrare a Fiorano, guidare sulla pista, è una cosa unica. Quello che vivi in Ferrari non lo vivi in nessun altro posto al mondo. Ho sempre avuto tanta fede, tanto rispetto per quei colori. Il rapporto con Jean Todt? E’ sempre stato un grande lavoratore, sbagliai io a mandarlo a quel Paese, ma uscì dal mio cuore, non ho rimpianti“.

“Sono cresciuto nel garage di mio padre, carrozziere. Ho sempre avuto la passione per le macchine e per i motori. Non volevo andare a scuola, preferivo guidare. Ero un po’ il monello della famiglia. La mia famiglia è siciliana, vivevamo tutti sotto allo stesso tetto, mio nonno ogni tanto mi prendeva da parte e mi chiedeva quando avrei messo la testa a posto e sarei andato a lavorare. Io avevo capito che quella del pilota poteva essere una professione. Quando entrai in Formula 1 lui un po’ era felice, ma sotto sotto per lui la Formula 1 era solo la Ferrari. Quindi è stato felice solo quando sono entrato in Ferrari”, ha raccontato ancora Alesi, prima di aprire una parentesi sui suoi colleghi: “il migliore di sempre? Dipende dalla generazione delle macchine. Fangio è un eroe. Ai suoi tempi, se facevi un errore eri morto. Ma quello che più ha impressionato era Senna. Aveva un controllo di macchina fuori dal normale. La grinta, lo spettacolo e l’emozione che mi ha dato lui, non me l’ha trasmessa nessun altro. Charles Leclerc? Un fenomeno. Sicuramente a breve sarà campione del mondo“.

