Talento e personalità nello sport vanno spesso a braccetto e la F1 non fa eccezione. Basta vedere Fernando Alonso, 38 anni da compiere e la fame di un ragazzino che ha appena iniziato. Il pilota spagnolo è tornato a guidare una monoposto da Formula 1 dopo il ritiro, sedendosi a bordo della McLaren per i test in Bahrain, totalizzando l’11° tempo complessivo nella prima giornata.

In conferenza stampa, Fernando Alonso ha spiegato di essersi divertito moltissimo al suo ritorno in F1, ma non intende rientrare in pianta stabile, piuttosto vuole continuare a dimostare di essere il miglior pilota al mondo cimentandosi in diverse altre sfide: “com’è stato tornare al volante di una Formula 1? Bello, è sempre bello perché queste sono le auto più veloci al mondo, e ogni pilota ama sentire la velocità e l’adrenalina. Anche se ci ha condizionato un po’ la pioggia, è stata una giornata positiva.
La McLaren di quest’anno è un passo avanti in ogni aspetto rispetto a quella dell’anno scorso. L’auto ha più trazione, meno drag ed anche il motore ha fatto un grande step. Nel complesso, come pacchetto, la McLaren è nella giusta direzione. Abbiamo visto nelle prime due gare che c’è ancora un altro passo da fare se si vuole competere con le prime tre squadre, ma credo sia possibile puntare al ruolo di quarta forza giocandosela con la Haas. Questo è l’obiettivo che vedo dopo aver guidato.
Tentazioni di rientro? No. Ciò che sognavo di ottenere l’ho ottenuto in passato, non ho nessun rimpianto. Se un giorno dovessi tornare in Formula 1, cosa di cui dubito, sarà perché posso essere nelle condizioni di poter vincere un campionato del Mondo. Questa possibilità è allettante per ogni pilota, ma tornare per finire sesto o settimo non è allettante.

Mick Schumacher? Non l’ho incontrato in pista, ma è stato bello vedere sullo schermo ‘M. Schumacher’ vicino ad Alonso, eravamo attaccati a metà giornata. Credo abbia un grande futuro, ha fatto molto bene nelle categorie minori, e quest’anno lo attende una sfida importante in Formula 2 perché dovrà vedersela con piloti di maggiore esperienza. Non lo attende una stagione facile, ma spero possa centrare gli obiettivi, e se ci riuscirà sarà bello per lui, per la sua famiglia ed anche una bella storia per lo sport.
Se mi fa sentire vecchio essere in pista con il figlio di Michael? No, è già successo con Verstappen! Ho corso con Jos the Boss per due anni e poi con Max per quattro. Ma ci sono ancora alcuni ragazzi più vecchi di me, come Kimi!
Progressi McLaren? Sicuramente, abbiamo lavorato molto per quattro o cinque anni, ma non abbiamo mai avuto continuità sugli sviluppi. Lo scorso anno dopo il Bahrain ero terzo o quarto in campionato, ma poi nel corso della stagione la buona base di partenza non è stata rafforzata dagli aggiornamenti. Sapevo che era la mia ultima stagione in Formula 1, ma correre con la stessa vettura da Barcellona ad Abu Dhabi non è stato piacevole.

Voglio dimostrare che sono il migliore pilota al mondo, che è ciò che penso di essere. E credo che tutti pensino di essere migliori. Ma è difficile dimostrarlo, specialmente in Formula 1, perché se non hai il giusto pacchetto tecnico sei fregato. Sono stato molto competitivo in Formula 1 per molti, molti anni, sono stato fortunato a poter vincere due campionati del mondo, anche l’ultima stagione è stata probabilmente la mia più forte: 21-0 contro il mio compagno di squadra, non mi era mai successo prima. Poi ho vinto la 24 Ore di Le Mans, Daytona, Sebring, e spero di essere competitivo nella 500 miglia di Indianapolis, e in altre competizioni che sto valutando, gare fuori dall’asfalto. È qualcosa che probabilmente non ha precedenti nello sport e sto cercando questo, sono nuove sfide, non avventure per divertirmi.
A volte quando sto provando qualcosa leggo commenti tipo ‘siamo contenti che ti stia divertendo ma per favore torna in F1’. Come se fosse ‘per favore ritorna al vero lavoro‘. Beh, non mi sto divertendo. Quando provo una di quelle macchine riparto ogni volta da zero, ogni vettura richiede un suo stile di guida, ad esempio in alcuni casi mi è capitato di dover frenare e accelerare contemporaneamente. Dietro ogni sfida ci sono sforzi e sacrifici, un sacco di preparazione da fare, e lo faccio proprio per la difficoltà e per la sfida in sé.
Non mi ritiro fino a quando mi sentirò competitivo. Forse un giorno salterò su Formula 1 e troverò un ragazzo che con la mia stessa macchina sarà più veloce. Ma per quanto ne so finora non è mai successo finora, quindi mi tocca continuare a guidare”.

