Un fallimento, non possono essere etichettati in altro modo i cinque anni trascorsi da Sebastian Vettel al volante della Ferrari, in attesa di questo 2020 che sancirà il suo definitivo addio al Cavallino.

Un bottino esiguo quello raccolto con la tuta rossa addosso, 14 vittorie in 101 Gran Premi disputati, con 54 podi e 12 pole position a completare un quadro che ai piani alti di Maranello si sarebbero aspettati molto più… affascinante. Invece Vettel ha fallito miseramente, inseguendo invano il quinto titolo mondiale della sua carriera, il primo con quella Ferrari che per lungo tempo ha sognato. Niente da fare invece, poche gioie e tantissime delusioni, la peggiore datata 22 luglio 2018, quando le barriere della Sachs-kurve di Hockenheim misero fine alla sua rincorsa verso il Mondiale.

Difficile battere un Lewis Hamilton pressoché perfetto certo, ma un pizzico di attenzione e di coraggio in più, sicuramente avrebbero permesso a Vettel di avvicinarsi maggiormente ad un titolo che non ha mai sfiorato. Tante belle parole, ma pochi risultati e privi di valore. Mai all’altezza di quei quattro Mondiali vinti con la Red Bull, dove forse la supremazia della sua vettura ha nascosto i limiti di un pilota troppo emotivo.

Un inizio positivo con la vittoria alla seconda gara in rosso sul circuito di Sepang e un lento declino fino alla stagione attuale, dove Leclerc ha messo a nudo il re, obbligandolo a fare i bagagli con largo anticipo. E non si dica che la Ferrari abbia scaricato Vettel, considerando il bel gesto dello scorso settembre a Singapore, quando permise al tedesco di vincere tenendo dietro il monegasco arrembante. Elemento a cui va aggiunta la volontà di Binotto di rinnovare il contratto al tedesco, cambiando idea solo dopo il no di Sebastian.

Adesso le strade che si aprono davanti a Vettel sono due: ritirarsi oppure scegliere un altro team dove ritrovarsi, ma difficilmente si tratterà di una scuderia top. Un bivio difficile da attraversare, come difficile si è rivelato il quinquennio in rosso, completamente diverso rispetto a come Seb se l’era immaginato quando firmò il suo contratto. Sarà il tempo a dire se la separazione sia la soluzione più giusta ma, valutando i risultati delle ultime stagioni, ci sentiamo di dire che Vettel e la Ferrari non avrebbero potuto prendere decisione più saggia.

