L’ordine di scuderia, che piaccia o no, è sempre considerata una situazione borderline. Criticata da molti, accolta con favore da altri, soprattutto in ottica classifica. Ferrari e Mercedes, a proprio modo, ne hanno fatto uso durante il Gp di Germania, dando il via a discussioni e polemiche.

Sulla questione è intervenuto Toto Wolff, che ha messo in chiaro alcune cose: “nessuna gerarchia. Se fosse stato il contrario, con Valtteri in testa e Lewis secondo, avremmo fatto la stessa cosa. Si trattava di portare a casa la vittoria, indipendentemente da chi fosse in testa alla gara. Quando hanno iniziato a darsi battaglia alla ripartenza, stava ancora piovendo in alcuni punti ed in altri c’era umido. Abbiamo avuto tanta sfortuna nelle ultime due gare, quindi lo scenario di perdere una o addirittura due macchine era un qualcosa che non volevamo nemmeno immaginare. Abbiamo avuto un contatto visivo quando era sul podio e penso che sia tutto abbastanza chiaro tra noi. Quello che vorrei dire a Valtteri, ma anche al resto della squadra, è che avrei fatto la stessa scelta anche a posizioni invertite. Penso che questa sia la trasparenza che abbiamo all’interno della squadra, non facciamo mai differenze. E’ stato importante fare questa doppietta, perché ci ha permesso di recuperare i punti che ci aveva tolto la sfortuna. La gara è la cosa più importante, abbiamo sempre detto che se il campionato è in ballo nell’ultimo terzo di stagione e c’è una grande differenza tra i piloti, potremmo anche fare queste chiamate impopolari. Ma è troppo presto per fare questo tipo di ragionamenti. Oggi l’abbiamo fatto per portare a casa una doppietta. Come ho detto, l’avremmo fatto anche con le posizioni invertite“.

Sulla scelta della Ferrari, Wolff sottolinea: “è una chiamata molto difficile anche quella, perché da un lato si vuole sempre ottimizzare il risultato della squadra, ma dall’altro è necessario dare ad entrambi i piloti la possibilità di vincere la gara. Kimi è stato sfortunato all’inizio della stagione, quando la strategia è andata spesso contro di lui e penso che la Ferrari abbia faticato a trovare la chiamata giusta. E’ comprensibile. Vettel? E’ stato un errore, ma per quanto ci piaccia vincere e lottare duramente in pista, visto che siamo rivali, so bene come ci si sente e non è bello. Devi trovare il giusto equilibrio tra attaccare e gestire la situazione con i piloti che arrivano da dietro, cercando di guidare in maniera sicura. Non è facile e in questo frangente la situazione si è girata contro di lui. Se però sia sotto pressione o meno, non posso commentare“.
