F1, a tutto Toto Wolff: “Red Bull più rapida della Ferrari. Ricciardo al posto di Bottas? Se ne parlassi…”

Toto Wolff ha parlato di vari temi, dalla battaglia in pista tra Mercedes, Ferrari e Red Bull fino al futuro di Hamilton e Bottas

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La battaglia con Ferrari e Red Bull, il futuro di Hamilton e i retroscena sul supporto ad Andrea Kimi Antonelli. Sono questi i temi principali toccati da Toto Wolff nel corso di una lunga intervista rilasciata alla ‘Rosea’, una chiacchierata utile per capire gli obiettivi del team campione del mondo non solo in riferimento alla pista ma anche riguardo i piloti della prossima stagione.

“In questi test al Montmelò la Red Bull è sembrata effettivamente la più rapida, anche più della Ferrari, ma potremo giudicare la situazione solo dopo le prime due gare. Al momento vedo una battaglia fra tre team a Melbourne. L’anno scorso è stato difficile, anche se abbiamo rivinto il titolo, perché la macchina era molto veloce, ma anche capricciosa. Andava benissimo nei circuiti veloci, come Silverstone e Monza, risultava invece critica in piste lente e tortuose come Montecarlo e Singapore. Abbiamo cercato di mantenere la personalità da Diva, rendendola meno capricciosa, in modo che fosse più prevedibile per i piloti e più guidabile, senza perdere la velocità. Finora i test sono andati bene. Il duello Hamilton-Vettel? Lewis abbina alla personalità, il talento e l’intelligenza in macchina. Questo gli ha fatto e ci ha fatto vincere il Mondiale l’anno scorso. Penso allo stesso tempo che le debolezze di Sebastian siano anche la sua forza. E’ un pilota molto emotivo, ma questo lo rende combattivo, grintoso ed estremamente veloce. Il suo carattere gli ha fatto vincere più gare di quante gliene abbia fatte perdere in carriera. A Maranello ci sono persone di valore, che hanno anche grande visibilità, e questo fa parte della Formula 1. Succede spesso che i tecnici passino da un team all’altro”.

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La questione regolamenti rimane molto a cuore anche della Mercedes, Toto Wolff non fa mistero di essere d’accordo con Marchionne anche senza condividere lo stile:

“Concordo perfettamente con Sergio e il suo modo di vedere la situazione, anche se espresso in “stile Marchionne”. Siamo tutti innamorati della Formula 1 e vogliamo restarci. Ma se vedremo che si andrà in una direzione che non rispecchia il suo Dna, la nostra visione di questo sport e gli obiettivi che ci poniamo, allora dovremo seriamente decidere che cosa fare dopo il 2020. Abbiamo tre anni, prima che entrino in vigore le nuove regole sui motori, sarà un’altra rivoluzione, molto complessa, perciò occorre subito un piano per il futuro dal punto di vista economico e di marketing”.

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Al termine del 2018 scadranno i contratti di molti big, tra cui anche Bottas e Hamilton. Se il britannico è vicino alla firma, per il finlandese conterà molto questa stagione e, se non dovesse lottare per il titolo, potrebbe essere sostituito da Ricciardo. Wolff però frena:

“Se cominci a guardarti intorno, significa che il tuo matrimonio non va bene. Bisogna avere fiducia nel proprio partner ed è quello che voglio fare alla Mercedes con Valtteri. Non guardo altrove al momento. Intendo dare a lui e a Lewis tutto il sostegno possibile. Se capiremo di dover puntare su qualcun altro, succederà a metà stagione, non prima. Sia noi che Lewis vogliamo la stessa cosa. Lui vuole restare con noi e noi con lui. Stiamo lavorando sugli ultimi, piccoli dettagli dell’accordo (fino al 2020; ndr). Non abbiamo fretta”.

Infine, Wolff svela i retroscena del supporto ad Andrea Kimi Antonelli, giovane pilota di undici anni che ha già vinto la sua prima gara in kart con la ‘Stella’ sul casco:

“Finora il nostro programma junior aveva attinto ai piloti delle formule minori, come Wehrlein, Ocon e Russell. Ma, di tanto in tanto, nasce qualche grosso talento. Io sono stato contattato a Monza da Giancarlo Minardi e suo figlio, che mi hanno segnalato questo ragazzino “speciale”, e mi sono fidato del mio istinto. E’ una sommessa, ma questo bambino è riuscito a emergere con vittorie e pole in una serie combattuta come la Mini Kart e ha il retroterra familiare e i valori giusti, a cominciare dal fatto che senza buoni voti a scuola non correrebbe in kart. Tutto questo mi ricorda perché amo i motori. La F.1 è uno sport da miliardi di euro, ma a tutti noi piace la pura competizione”.