
Una gara dai due volti, un film dai mille colpi di scena che premia uno stratosferico Daniel Ricciardo. Il pilota della Red Bull sfrutta una pazzesca strategia del proprio team e si prende una vittoria davvero clamorosa, che dimostra tutto il proprio valore. Niente da fare per Ferrari e Mercedes, costrette ad inchinarsi all’intuizione di Horner e dei suoi ingegneri che, sfruttando l’ingresso della Safety-Car per l’incidente tra Gasly e Hartley, montano le gomme gialle sorprendendo gli avversari. Grande delusione soprattutto per Toto Wolff, che salva il solo Bottas alla fine del week-end cinese:
“Questo weekend siamo stati la terza forza, troppo lenti in qualifica dietro le Ferrari ed in gara dietro le Red Bull. Sul giro singolo non siamo riusciti a riscaldare le gomme, mentre in gara si sono surriscaldate. La finestra di funzionamento per noi è troppo piccola, rimbalziamo dal congelamento al surriscaldamento. Abbiamo pensato che mantenere la nostra posizione in pista sarebbe stato più vantaggioso, nel primo stint di gara non c’erano stati sorpassi, e Lewis aveva montato le medie da dieci giri. Secondo i nostri calcoli con quelle gomme saremmo stati veloci fino alla fine della corsa, e le soft non sarebbero state così performanti. Adesso sappiamo che sarebbe stata la giusta strategia da seguire, fare un secondo pit-stop e montare le soft, ma nessuno nel team, me incluso, ha pensato che fosse la scelta giusta. Il weekend non è stato buono per il team, l’unica nota positiva è stata la gara di Valtteri, che ha avuto un rendimento fantastico ed avrebbe potuto ambire ad un risultato migliore se non fosse entrata in pista la safety car. È l’unico senza colpe della giornata, ma il livello intorno al lui non è stato all’altezza delle nostre aspettative. Lewis per me è il miglior pilota, ma anche i migliori hanno giorni in cui non sono al cento per cento. E non aiuta se in quei giorni hai una monoposto che non va come dovrebbe, se le gomme non funzionano come previsto e se anche la strategia non è delle migliori. Tutto è andato nella direzione sbagliata”.
