La questione relativa alle batterie della Ferrari non si è risolta con i controlli svolti dalla FIA a Monaco, gli uomini della Federazione infatti ne svolgeranno altri tra dieci giorni in Canada utilizzando nuovi e più efficienti sensori. A svelarlo è Charlie Whiting nel corso di un’intervista a Motorsport.com: “siamo pienamente soddisfatti del fatto che la potenza fornita alla MGU-K della Ferrari sia corretta, non è stato facile perché quello che usano a Maranello è un sistema molto complesso e totalmente diverso da quello di qualunque altra squadra. C’è voluto un po’ più di tempo per capire come funzionasse, ma il team deve soddisfare le nostre richieste per dimostrare che la monoposto è conforme. All’inizio non ci capivamo, poi grazie ai software che sono stati implementati, lo scenario è diventato più chiaro per cui siamo stati in grado di dire che era tutto ok“.

A dare l’input alla FIA ci ha pensato James Allison, imbeccato dalle nozioni sulla batteria portate in Mercedes da Lorenzo Sassi: “è venuto da noi come fanno molti ingegneri e, sulla base delle rivelazioni di Lorenzo Sassi (ex Ferrari), ci ha detto che il Cavallino certe cose avrebbe potuto farle. Allora siamo andati a fare dei controlli, questa è una cosa normale. Ma non dimenticate che le informazioni di Lorenzo hanno almeno 8 mesi, che in termini di Formula 1 sono piuttosto vecchie. Diciamo che ci potrebbe essere un nuovo monitoraggio in Canada, quello che avremo a Montreal sarà un sistema che ci aiuterà a fare le verifiche molto più rapidamente, perché prima ci sono volute un paio di gare per arrivare a fondo della questione. L’idea è di monitorare esattamente quali sono le differenze tra le due metà della batteria. Questo è il nocciolo della questione. Le altre squadre usano una sola batteria. La Ferrari ne ha due in un unico contenitore. Questa è la differenza fondamentale, e non penso che sia un segreto quello che vi sto dando“.
