Nulla è perduto, almeno fino all’ultima curva del Gp di Abu Dhabi. E’ questo il mantra di Vettel e della Ferrari, per nulla abbattuta dopo la disfatta di Singapore che avrebbe potuto stendere un toro.

Seb e Arrivabene, invece, hanno già voglia di tornare in pista in Malesia per dimostrare come il Cavallino non è per nulla tramortito. Certo, adesso il destino del titolo mondiale dipende solo da Hamilton, ma il driver tedesco sa come si compiono certe rimonte. Proprio per questo motivo, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, è stato Vettel subito dopo l’incidente a chiamare a rapporto i suoi meccanici per infondere loro la fiducia di potercela ancora fare, azionando la macchina del tempo e tornando al 24 ottobre 2010, al gran premio di Corea. Lì Seb, partito in pole e in testa dopo 45 giri, fu costretto a rallentare venendo sorpassato dalla rossa di Alonso e dalla McLaren di Hamilton, scivolando a meno 25 dallo spagnolo a due gare dalla conclusione. Ad Abu Dhabi poi arrivò il sorprendente trionfo del tedesco, un precedente che al tempo stesso ancora brucia ma fa sperare la Ferrari, decisa ad aggrapparsi anche alla cabala per portare a casa un titolo prima sognato e, poi, accarezzato.
