F1, Vettel l’egoista: “non puoi essere amico di chi vuoi battere. Hamilton? Dopo Baku…”

Sebastian Vettel ha parlato del suo rapporto con Lewis Hamilton, sottolineando come non si può essere amici di chi vuoi battere in pista

Una settimana di pausa per ricaricare le batterie e presentarsi a Singapore con il coltello tra i denti per riprendersi la leadership del Mondiale. Sebastian Vettel ha tanta voglia di scendere in pista e dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, tutta la sua smania di riportare a Maranello il titolo mondiale. Non c’è spazio per sentimentalismi o calcoli, da domenica prossima ogni errore sarà pagato a caro prezzo.

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Chi fa il pilota, condivide con i colleghi la passione per le corse, per le auto, le emozioni che si provano, ma in pista deve essere egoista” le parole di Vettel riportate da Rai Sport. “Ha ragione Ferrari, non puoi essere amico di chi puoi battere. La Ferrari è la squadra che ho sempre sognato, nel 2014 sapevo che ci sarebbe stato tanto lavoro da fare e molte cose sono cambiate. Ci abbiamo messo del tempo, ma ora siamo competitivi e so che continueremo a crescere nei prossimi anni. Vogliamo riportare la Ferrari lì dove Enzo Ferrari avrebbe voluto fosse. Se devo parlare di un pilota del passato dico John Surtees, campione sia con le moto che con la Ferrari. Lui è stato qualcosa di unico. Se guardo il mio passaporto vedo che sono un 30enne e non credo che diventerò tanto vecchio guidando la Ferrari. Capisco che dall’esterno si possa pensare che qui si venga schiacciati dalla responsabilità, ma dipende molto da come vivi il tuo lavoro, la pressione è dovunque. La mia più grande paura? Senza dubbio i topi“.

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Parlando poi del suo compagno di squadra, Vettel svela: “con Kimi andiamo d’accordo, se c’è qualcosa che non va in pista ne parliamo fra di noi cercando di non causare problemi alla squadra. Dopo Baku le cose tra me e Lewis si sono un po’ scaldate, ma non è un nemico, è un pilota veloce, velocissimo, lo rispetto. Ho un bel rapporto con i miei meccanici, fanno un grande lavoro per preparare le nostre vetture. Il tricolore sul casco a Monza? Un omaggio per esprimere ai tifosi italiani la mia gratitudine per come mi hanno accolto“.