F1, veleno Ecclestone contro Liberty Media: parole di fuoco dell’ex boss della FOM

Intervistato dal Mail, Bernie Ecclestone ha attaccato duramente Liberty Media per il trattamento riservatogli

Finita l’era Ecclestone, la Formula 1 entra adesso in una nuova dimensione targata Liberty Media, colosso americano che, da pochi giorni, ha rilevato il pacchetto di maggioranza del circus.

LaPresse/Photo4
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Un affare imponente che ha soddisfatto tutte le parti coinvolte, compreso lo stesso Mister E, portatosi a casa ben 800 milioni di euro in seguito alla vendita delle proprie azioni. Nonostante l’ingente somma di denaro incassata, Ecclestone non ha gradito il fatto di essere stato messo alla porta, sottolineando il suo livore nel corso di un’intervista rilasciata al Mail. “Non posso più fare nulla. Persino allo staff è stato chiesto di non avere alcun contatto con me. Vogliono disfarsi di quanto ho creato. Vogliono dimenticare la storia di Bernie. Sono rimasto infastidito quando Liberty Media mi ha chiesto di farmi da parte? No, se qualcuno acquista una nuova vettura è normale che abbia voglia di guidarla.

LaPresse/PA
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Sinceramente sono rimasto deluso perché quando erano in corso le trattative per l’acquisizione mi era stato chiesto se avrei voluto continuare a svolgere il ruolo di amministratore delegato per altri tre anni ed avevo dato il mio consenso. Sono rimasto sorpreso quando, il giorno dopo l’acquisizione mi è stato chiesto di fare un passo indietro dato che Chase avrebbe preso il mio ruolo. Sono molto invidioso delle possibilità che avrà Chase Carey. Si trova nella posizione di poter fare tutto quello che a me, in passato, è stato negato“. Bernie Ecclestone poi rincara la dose: “ho sempre guardato a questo sport in modo differente rispetto alla gente comune.

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Tutti vogliono andare in un ristorante dove sono certi di avere un posto a sedere. Io ho adottato una politica più restrittiva per quel che riguarda i pass. Liberty, invece, adotterà una filosofia più aperta. Loro hanno una cultura americana e le gare negli Stati Uniti prevedono la possibilità per ognuno di poter camminare nel paddock, entrare nei box, parlare con i piloti e sedersi anche nelle loro vetture. Abbiamo reso la Formula 1 un ristorante stellato Michelin, non un rivenditore di hamburger. Probabilmente adesso la cucina sarà più accessibile e forse avrà anche un sapore migliore“.