Continua a tenere banco la polemica tra la Red Bull e la Mercedes per il mancato accordo sulla fornitura delle power unit alla scuderia austriaca da parte di quella tedesca.
La rabbia di Chris Horner si è riversata tutta su Toto Wolff, accusato di essere stato il vero artefice del no, nonostante l’accordo verbale trovato tra il patron Red Bull Dietrich Mateschitz e Niki Lauda, presidente onorario della Mercedes. “Questo è un ambiente molto opportunista – confida Wolff a Motorsport.com – il mio compito è proteggere il team e chi ci lavora evitando di incorrere in errori per pressioni politiche. So che spesso il compromesso è necessario per il quieto vivere. Ma se il risultato è un danno per i ragazzi e le ragazze che lavorano nel team, allora preferisco non accettare compromessi. E anche essere attaccato per questo. L’importante è che nel team si conoscano le ragioni. Si opera per il bene del team, degli altri non mi interessa“.