
Il freddo si è attenuato, la neve ha lasciato spazio ad un cielo nuvoloso che minaccia pioggia, condizioni buone per scendere in pista e lavorare in vista della stagione di Formula 1. La quarta giornata di test sul circuito di Barcellona sta permettendo alle scuderie di girare con regolarità, dando la possibilità ai piloti di ottenere risposte dalle proprie vetture. Sebastian Vettel è uno di quelli che ha compiuto più tornate in questa prima parte di giornata, ma non abbastanza per apparire soddisfatto ai microfoni di Motorsport.com:
“Fa freddo, oggi le condizioni sono un po’ migliori, ma dobbiamo sperare in un pomeriggio più caldo per poter lavorare, perché nel complesso è stata una settimana difficile. Le risposte arrivate sono state poche, e avremo molto lavoro da fare la prossima settimana. E’ sempre difficile giudicare quando si gira in queste condizioni, abbiamo il polso della situazione, capiamo come reagisce la macchina, ma è necessario percorrere più chilometri per capire tante altre cose della vettura. Siamo ai primi chilometri con una monoposto nuova, quindi tutti sono eccitanti. Dispiace non poter girare come avevamo programmato, ma è un problema che accomuna tutte le squadre presenti. Spero che nel pomeriggio si possa girare con regolarità in condizioni migliori, perché abbiamo tante caselle da spuntare nella lista delle domande. Finora le cose sono andate bene, ma parliamo di pochi chilometri. In questa fase è fondamentale assicurarsi che la monoposto funzioni e che non abbia problemi, poi arriverà anche il momento in cui valuteremo la performance. Sono convinto che noi e la Mercedes saremo molto vicini, più dello scorso anno, ed è una prospettiva fantastica, poi vedremo cosa accadrà. È una stagione lunga, siamo solo ad inizio marzo e dovremo arrivare e fine novembre, quindi ci sarà tempo. Spero che nella seconda sessione si possa girare con continuità ed in buone condizioni di pista, sarà l’ultimo test prima di partire per l’Australia, quindi molto importante per trovare un buon feeling con la monoposto. Abbiamo ancora a disposizione solo quattro giorni di prove, dovremo sfruttarli al massimo per capire il più possibile”.

