Una sessione di test davvero positiva, tanto lavoro e ottimi risultati per guardare al futuro con ritrovato ottimismo. Sebastian Vettel ha completato l’intero programma stilato con il team, completando ben 267 giri in due giorni di test equivalenti a 1.242 chilometri.

E’ filato tutto liscio in casa Ferrari, tranne il piccolo allarme finale, quando la SF70H si è spenta sul rettilineo finale: “abbiamo aspettato la fine della giornata per fare una prova – ha spiegato Vettel ai microfoni di Motorsport.com – e la macchina si è spenta. Per quanto riguarda me, mi sento meglio dello scorso anno, ma credo sia una sensazione che provano un po’ tutti i piloti in pista, visto che stiamo girando con monoposto molto più veloci. E’ una macchina nuova, diversa da guidare, così come le gomme, ed in generale quando una monoposto è complessivamente più veloce un pilota è sempre contento. La trazione è aumentata molto, ed è come un’aspirina, cura un po’ tutto.
Il primo giorno di attività stagionale lo senti sempre un po’, e sapevamo bene che aumentando la velocità in curva saremmo stati più sollecitati sul collo. Siamo tornati a qualche stagione fa, quando le vetture erano più veloci rispetto a quelle degli ultimi anni. Cosa mi ha colpito di più? Velocità, dimensioni, carico aerodinamico, e ripeto, anche se il rettilineo sembra un po’ più lungo a causa della riduzione della velocità massima, è bello entrare in curva molto più veloci. Credo che l’unico inconveniente è che le vetture sono pesanti se le confrontiamo con quelle che anni fa avevano questo downforce. Sarebbe bello avere il carico aerodinamico attuale, ma con 150 chili di peso in meno, come 10 anni fa. Saremmo andati ancora più veloci, ed anche di parecchio…”.

L’inizio del Mondiale si avvicina, Vettel però non si sbottona: “a Maranello stanno tutti dando il massimo, abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi, ma abbiamo avuto un buon inizio, qualcosa poteva andare meglio, ma credo che siano serviti a capire dove dobbiamo migliorare. La verità è che per quanti giri si riesca a fare c’è sempre voglia di farne di più, è questo il motivo per cui si fa un test. Al momento si è molto concentrati sul proprio lavoro, e non stiamo guardando molto cosa stanno facendo i nostri avversari, c’è una classifica dei tempi, ma è davvero difficile capire il lavoro che ogni team sta facendo.

La cosa più importante al momento è macinare chilometri e migliorare. Un dato importante emerso è l’affidabilità, già dallo shake-down di Fiorano tutto è andato bene, ma in termini di performance è ancora troppo presto per farci delle idee. Non ho la sfera di cristallo, ma due altre sfere… che non mi dicono molto. Al momento abbiamo una lunga lista di attività da completare, tante cose da fare, il potenziale di crescita credo sia molto alto visto che siamo ai primi passi con un nuovo regolamento, ma è anche vero che questa situazione è uguale per tutti. Siamo tutti curiosi come le macchine cambieranno a Melbourne, ma è davvero difficile capire dove ci collocheremo”.
