Un eroe della Formula Uno e non solo. Michael Schumacher resta questo per l’intero mondo dei motori, nonostante quel terribile incidente che tre anni fa lo ha costretto a lottare per la sua vita.

Amante dell’adrenalina e della velocità, rimanere steso su un gelido letto non era quello che Michael voleva per sè. Il destino purtroppo gli ha riservato questo, ma per un sette volte campione del mondo non è mai tempo di arrendersi. A sottolinearlo è Ross Brawn, suo fidato ingegnere per lunghi periodi della sua carriera: “Schumacher amava guidare le auto da corsa – le parole dell’ingegnere britannico riportate da ESPN – ogni volta che era in una monoposto era felice. Questa cosa credo che lo rendesse imbattibile perché si auto-motivava ogni volta. Penso che lui abbia alzato l’asticella in questo mondo. Inoltre era anche un grande uomo squadra. Quando stava con il team motivava tutti a dare il massimo, così si diventa campioni del mondo per 7 volte”.

Sul paragone tra Schumacher e Hamilton, Brawn poi sottolinea: “è difficile paragonarli, Lewis non ha mai dovuto costruire una squadra. Michael, invece, all’epoca si caricò sulle spalle la Ferrari e pezzo per pezzo la portò alla vittoria. Hamilton, invece, per sua fortuna non ne ha mai avuto bisogno. Ha contribuito molto a portare il team ai livelli in cui è ora, ma non lo si può paragonare al lavoro che fece Michael in Ferrari verso la fine degli anni ’90. Diverso, invece, il discorso per Vettel, che sta cercando di emulare quello che fece Schumacher all’epoca, ma per ora non c’è ancora riuscito. Una cosa è certa, il contributo di Michael per Ferrari fu determinante”.
