Nemmeno il tempo di smaltire le emozioni del Gp di Austin, che la Formula 1 torna già in pista per l’appuntamento del Messico, terzultima gara del Mondiale.

Secondo match point per Lewis Hamilton che, grazie alla vittoria di domenica scorsa, ha portato a 66 punti il vantaggio su Vettel, con 75 ancora da assegnare. Basterà un quinto posto al britannico per festeggiare il suo quarto titolo iridato, costruito e (quasi) conquistato a colpi di successi e di record. Oltre al duello per il titolo, non si fa che discutere anche della penalizzazione a Verstappen che, ad Austin, è stato privato del podio per un sorpasso irregolare compiuto ai danni di Raikkonen: “non sono stato io a prendere una decisione, il provvedimento è arrivato dai commissari sportivi. A volte ci sono decisioni a favore, in altre contro” le parole del finlandese della Ferrari ai microfoni di Motorsport.com.

Ho sentito molta gente dire… ‘oh, Mika Salo ha aiutato la Ferrari’, ma anche a Spa c’era lui era nel collegio dei commissari, e ho scontato una penalità discutibile. Bisogna accettarla. In diverse occasioni ho dovuto incassare delle decisioni per ragioni che non ho condiviso, a volte va così. Ma bisogna andare avanti, e cercare di agire diversamente la volta successiva. So che a volte non è il massimo della vita subire delle penalità, ma credo che i commissari sportivi provino sempre a fare il loro lavoro nel modo migliore possibile. Il problema è che molti circuiti che hanno molto spazio ai lati della pista.

Poi dipende da caso a caso, ovvero dalla tipologia di una curva e a volte anche dalla condizioni in cui si sta girando. Ma ovviamente quando c’è molto spazio asfaltato nelle vie di fuga è più probabile che venga utilizzato. Nei miei primi anni di attività in pista i circuiti avevano la ghiaia fuori dalla sede stradale, quindi nessuno ha mai pensato di uscire dalle traiettorie. Ma anno dopo anno l’asfalto ha preso il posto della ghiaia, e solo in alcune piste sono state introdotte delle regole chiare. Sono convinto che fino a quando non si deciderà di rimettere la ghiaia dove era una volta, avremo sempre questo tipo di discussioni. Come per le bandiere blu… non si finisce mai. Parlare con Sebastian dopo Austin? No, perché dovremmo parlare? Di cosa dovremmo parlare? Per noi è normale che io lo abbia lasciato passare, quindi non vedo un motivo perché si debba parlare“.
