
Non si è trattato di un problema alle gomme quello che ha costretto Hamilton ad alzare bandiera bianca nel finale del Gp d’Australia, quando il britannico era ormai francobollato a Sebastian Vettel. Il pilota della Mercedes ha ad un certo punto desistito dall’attaccare il rivale della Ferrari, rischiando addirittura di perdere la seconda posizione per la concreta rimonta di Raikkonen. Ufficialmente, il team campione del mondo ha fatto sapere che il rallentamento di Hamilton si è reso necessario per salvaguardare gli pneumatici posteriori che, in quel momento, risultavano troppo caldi. Secondo quanto raccolto da Sky Sport F1, però, questa si è trattata solo di una scusa di facciata, come ha dimostrato Matteo Bobbi allo Sky Tech. Nel video dell’inseguimento di Hamilton nei confronti di Sebastian Vettel, si nota come l’inglese comincia a modificare i settaggi del suo volante, che certificano come il problema non riguardi le gomme. Lewis arriva a compiere sette cambi di configurazione, perdendo ben due secondi rispetto ai propri avversari. Elementi fin troppo chiari per credere ad un guaio con le temperature degli pneumatici, prove evidenti di come il problema sulla macchina di Hamilton sia stato molto più grave di quanto fatto sapere dalla Mercedes.
