F1, nessuna preoccupazione in casa Ferrari dopo Silverstone: ecco perchè il motorone (non) ha fatto cilecca!

La nuova power unit utilizzata dalle Ferrari a Silverstone non ha fallito dal momento che il circuito inglese è una pista dove fa la differenza l'aerodinamica e non la potenza

Se a prima vista il Gp di Silverstone può essere sembrato una completa disfatta per la Ferrari, analizzando a fondo alcuni fattori si scopre che non è proprio così.

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Il terzo e il settimo posto ottenuti da Raikkonen e Vettel sul circuito inglese hanno lasciato l’amaro in bocca al team di Maranello, incapace di tenere testa ad una Mercedes davvero impressionante sulle curve di casa. Nemmeno il motorone fatto debuttare domenica ha sancito gli effetti sperati, anche se c’è da sottolineare come la sfortuna arrivata negli ultimi giri abbia fatto il resto. Ma è andata davvero così? Il motorone ha fatto cilecca? Di getto potremmo dire immediatamente sì ma, studiando nel dettaglio le caratteristiche del circuito e l’andamento della gara, la risposta potrebbe cambiare. Silverstone infatti è una pista dove la differenza la fa più l’aerodinamica del propulsore, motivo per il quale si è vista una Mercedes in formato lepre e una Ferrari costantemente all’inseguimento.

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Inoltre, come sottolineato anche da Vettel durante il week-end, non ci si può aspettare immediatamente un surplus di potenza, considerando che tutti i nuovi propulsori hanno bisogno di rodaggio per rendere al meglio. Adesso i riflettori si spostano in Ungheria, circuito di grande carico aerodinamico favorevole alla ‘corta’ SF70H. Budapest diventerà una tappa fondamentale per capire il prosieguo di questo Mondiale, sarà riscossa Ferrari o allungo Mercedes? Tra qualche giorno ne sapremo di più…