F1, Allison svela i segreti dell’halo: “abbiamo svolto un enorme lavoro, sopporterà il peso di un bus londinese”

James Allison ha parlato del lavoro svolto dalla Mercedes per installare l'halo sulla monoposto del 2018, dispositivo reso obbligatorio nello scorso mese di luglio

LaPresse/Photo4

Lo scorso mese di luglio la Fia ha reso obbligatorio l’utilizzo dell’halo, un dispositivo di sicurezza che avrà il compito di proteggere la testa del pilota. Questa novità normativa ha costretto i team a modificare le proprie monoposto, facendo sì che l’halo si armonizzasse con il resto del telaio. Proprio di questo ha parlato il direttore tecnico della Mercedes James Allison, che ai microfoni di Motorsport.com ha svelato come questo nuovo dispositivo di sicurezza possa reggere addirittura un bus londinese:

“Abbiamo dovuto rinforzare il telaio in modo che possa sopportare un peso equivalente ad un autobus a due piani, uno di quelli che si vedono in giro per Londra. La decisione finale in merito all’utilizzo dell’Halo è arrivata lo scorso mese di luglio, e questo ha comportato un enorme lavoro da svolgere velocemente, non solo per la Mercedes, ma per l’intera Formula 1. Per prima cosa abbiamo dovuto verificare e chiarire tutte le norme che hanno regolamentato l’utilizzo di questo nuovo dispositivo, poi è iniziata la sfida, e non è stato un lavoro leggero. Parliamo di diversi chili di titanio che devono essere collocati sul cockpit, e questo ha comportato un interessamento di molte altre componenti della monoposto per cercare di restare ancora al di sotto del limite di peso.  L’obiettivo che stiamo provando a raggiungere è quello di mitigare la scia dell’Halo affinché non influenzi il buon funzionamento del motore e non sporchi troppo il flusso d’aria verso l’ala posteriore. Sono certo che ci saranno ulteriori evoluzioni di questo dispositivo, come è tradizione in un mondo in continuo sviluppo come la Formula 1. Migliorerà probabilmente la sua efficienza, ma spero che possa essere migliorato anche l’impatto estetico. Un po’ di buon gusto non sarebbe male, ma non c’è dubbio che davanti a tutto c’è l’imperativo di fare tutto il possibile per la sicurezza del pilota”.