F1, Mario Isola svela i segreti delle nuove Pirelli: “Ferrari al top, la Mercedes invece…”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mario Isola ha parlato dei nuovi pneumatici indicando la Ferrari come il team adattatosi meglio al cambiamento

Le tante novità introdotte in questa nuova stagione di Formula 1 non riguardano solo il regolamento, bensì anche la direzione Motorsport Pirelli, affidata da qualche giorno a Mario Isola.

LaPresse/Photo4
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Dopo la nomina di Paul Hembery come presidente esecutivo dell’America Latina, il tecnico italiano ha assunto le mansioni ‘di pista’ dell’azienda italiana, interfacciandosi quotidianamente con tutte le scuderie. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mario Isola ha svelato i segreti del nuovo regolamento, indicando la Ferrari come uno dei team ad essersi abituato meglio alle nuove gomme. “Il pilota che si è adattato meglio ai nuovi pneumatici non riesco ad individuarlo ma di certo la Ferrari è sembrata in forma. Anche se non tutti hanno spinto come in qualifica e in gara, le macchine forti si vedono.

LaPresse/Reuters
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Le Mercedes meno forti? Sì, se penso a come giravano un anno fa, non posso immaginare che possano dominare come allora. Ma ci sta di fronte a simili cambiamenti regolamentari. In fondo tra il 2015, dove avevano già vinto e il 2016 non era cambiato nulla. Comunque sarebbe bello se la sfida per il titolo si allargasse, oltre che a Ferrari, pure a Red Bull e magari Williams“.  Riguardo alle novità regolamentari, Mario Isola spiega: “il nostro approccio alla F.1 è da sempre stato dettato da una grande collaborazione.

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Ci siamo adattati agli obiettivi che ci venivano indicati, purché fossero chiari e quest’anno ci è stato chiesto un cambiamento forte con un regolamento che per la prima volta dopo tanto tempo non voleva limitare le prestazioni bensì migliorarle. In queste condizioni c’era la necessità di cambiare tutto: mescole, costruzioni, profili. Ci hanno chiesto di eliminare il surriscaldamento che impediva ai piloti di spingere a fondo. E’ un fenomeno che ovviamente non si può cancellare ma solo limitare, recuperando poi il grip ideale in 2 curve e non in due giri. Il guaio è che abbiamo dovuto testare i prototipi con le “mule car” in poco tempo, facendo in quattro mesi un lavoro che sulle vetture di serie di solito viene realizzato in due anni.

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Con una gomma che dura di più, non ci sarà ragione di effettuare lo stesso numero di pit stop di prima ma io cerco di vedere l’aspetto positivo, ovvero: avremo meno sorpassi ma di migliore qualità. Perché appunto superare sarà più difficile e il pubblico percepirà le battaglie come più vere rispetto agli anni scorsi. I piloti con le F.1 dell’anno scorso subivano accelerazioni laterali pari a 4g, ora siamo vicini ai 6 e se consideriamo che per i jet il valore è 9, possiamo ben dire che queste vetture sono quasi degli aerei. I piloti sono più sollecitati dal punto di vista fisico e questo era uno degli obiettivi: ovvero vedere affiorare la stanchezza a fine gara. E così accadrà. Mi aspetto che nel finale, qualcuno possa commettere degli errori, favorendo appunto i sorpassi“.