
Il Gp di Monza che si correrà il prossimo weekend potrebbe essere il penultimo della storia: il contratto che lega il circuito brianzolo alla Formula Uno termina infatti nel 2016 e, per il momento, un eventuale rinnovo sembra piuttosto lontano a causa delle richieste economiche di Bernie Ecclestone, giudicate troppo elevate da chi gestisce l’impianto.
In questo periodo di attesa e di apprensione per il futuro del Gp di Monza non sono mancati le esternazioni e gli appelli dei politici italiani per salvare uno dei Gran Premi più significativi della massima Formula, organizzato dall’Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922. Purtroppo però, l’intervento di politici e personaggi istituzionali a volte si riduce ad una mera propaganda che poco ha che fare con questo evento sportivo, capace di muovere un’economia dell’indotto particolarmente cospicua e importante per il territorio.
In occasione della presentazione dell‘86esimo Gp d’Italia tenutasi nella cornice dell’EXPO di Milano, il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha voluto esagerare punzecchiando Bernie Ecclestone con parole decisamente fuori luogo: “Visto che l’Inghilterra chiede la sospensione del trattato di Schengen, diciamo che l’inglese Bernie Ecclestone può venire a Monza solo se firma il contratto, altrimenti non lo faremo entrare”.

La polemica negli ultimi giorni non si è assolutamente placata, ma è andata aumentando con le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha espresso il suo parare ai microfoni di radio Rtl 102.5: “Giù le mani da Monza, glielo diremo a Ecclestone, la Formula 1 sta in piedi non solo per i soldi, ma anche per i simboli“. Renzi assisterà domenica al Gp di Monza e incontrerà Ecclestone nei Paddock: questa potrebbe essere una buona occasione per dare una svolta alle trattative, ma bisognerà mettere da parte le emozioni e i proclami politici per trovare una soluzione seria e condivisa.
Per ultimo, anche il sindaco di Imola – Daniele Manca – ha dato la disponibilità del Comune brianzolo nel sostenere il Gp di Imola, ma nonostante le buone intenzioni, anche questa ennesima “uscita” rischia solo di far aumentare il costo del rinnovo del contratto, mettendo in seria difficoltà chi è stato incaricato di portare avanti questa difficile trattativa. Parlando di numeri, mancano infatti ancora ben 15 milioni di euro per raggiungere l’accordo e non si troveranno certo con le dichiarazioni dei politici, ma semplicemente staccando un cospicuo assegno.

