Un progetto bizzarro e di difficile realizzazione, messo su idealmente dai vertici della McLaren-Honda che, per il futuro, starebbero pensando di realizzare il Gp di Woking.

Più un pesce d’aprile un po’ stagionato che un vero e proprio progetto, che prevede 18 curve, lungo poco meno di cinque chilometri in cui le vetture potrebbero raggiungere la velocità di 310 km/h. “Perché non portare la Formula 1 sulle strade di Woking? – la domanda del direttore del McLaren Group, Jonathan Neale – ovviamente, a parte l’enorme impegno sociale e finanziario necessario per installare le infrastrutture, ridefinire le strade, ricostruire l’asfalto, adattare le barriere, costruire le tribune, pagare le tasse per la corsa ed ottenere l’approvazione dalla FIA, non vediamo ostacoli al nostro progetto“.

Schietto anche il direttore esecutivo Zak Brown: “Mika è stato il primo a guidare una Formula 1 della McLaren per le strade di Woking, alla fine del 1998. Quell’evento ha acceso una scintilla che ha dato vita a questo sogno: ospitare un round del campionato del mondo di Formula 1, a Woking, a casa nostra. I nostri ingegneri, i nostri meccanici, e tutti quanti hanno dato vita a questo circuito. In realtà, lo vivono, perché ci passano ogni giorni. Conoscono ogni bump della pista, ogni increspatura dell’asfalto. Ma anche ogni buon ristorante nei dintorni e questo è quel genere di vantaggio che non puoi comprare“.
L’idea della McLaren-Honda sarebbe quella di installare il paddock sui ponti galleggianti ancorati lungo il canale Woking-Basingstoke e di non mettere a disposizione dei giornalisti la tradizionale sala stampa, bensì obbligarli a lavorare con degli hot spot wi-fi offerti da bar, ristoranti e centri commerciali.
