F1: il momento della verità

C’è stato un momento in cui si è visto chiaramente perché Red Bull è più forte di Ferrari. Eccolo

C’è un momento ben preciso in cui il venditore di lattine batte il costruttore di macchine.

LaPresse/Photo4
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E non è da ricercarsi nella gara di ieri, quando comunque Ricciardo riesce a rimanere davanti a Vettel e il giovane Verstappen riesce a rimanere davanti al veterano Kimi. La gara di ieri è stata la solita gara. Avanti le Mercedes, a dominare. A inseguire le Red Bull, le macchine che più hanno saputo migliorarsi in corsa. Terza e ultima forza, prima dei “tutti doppiati”, la Ferrari. Ma il momento preciso in cui si è notata la differenza fra un team attento e capace, e una squadra sempre alla rincorsa, è stato nella giornata di sabato, durante le piovose qualifiche. Q2. Scrosci di pioggia improvvisi. Temporali estivi. Acqua a catinelle. Prove sospese. Poi si riparte.

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E si rismette. Bandiera rossa. Scuderie nel caos. In queste condizioni contano: piloti veloci nell’adattarsi alla pista; decisioni giuste prese in un battito d’ali. In pratica, servono: campioni alla guida e ingegneri sopraffini. La classifica, al termine della Q2, vede in testa Max Verstappen, seguito da Rosberg, Ricciardo, Alonso. Vettel è settimo. Del resto meglio non parlare. È proprio nelle situazioni “limite” che emergono talento e organizzazione. Quando il campione in pista è supportato da un “team” veloce, intuitivo, sveglio, pronto, capace, ecco che allora un venditore di lattina può battere un costruttore di macchine. Anzi, IL costruttore di macchine.

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