F1, Hamilton fa chiarezza sul finale del Gp d’Australia: “ecco perché ho rinunciato ad attaccare Vettel”

Lewis Hamilton è tornato a parlare sul finale del Gp d'Australia, svelando i motivi che lo hanno spinto a non attaccare Vettel

Hamilton
Photo4 / LaPresse

I giri conclusive del Gp d’Australia continuano a far discutere, coinvolgendo nelle analisi non solo la furbizia di Vettel ma anche la resa di Hamilton. Il pilota britannico ha evitato di attaccare il rivale della Ferrari, consentendogli di centrare il primo successo della stagione, dopo essere partito addirittura in terza posizione sulla griglia. Sono state tante le ipotesi paventate per spiegare il rallentamento di Hamilton nel finale di gara, ma è stato lo stesso campione del mondo a fare chiarezza a due giorni di distanza dal Gran Premio:

“Il motore era in surriscaldamento e questo deve fare sette gare quest’anno. Dunque vorrei ne facesse più che può”, ha spiegato Lewis. “Ero al limite, stavo spingendo forte. Allo stesso tempo ero nervoso, speravo di non danneggiare il motore. Negli ultimi giri non sono riuscito a riprendere Vettel dopo un errore fatto in frenata, pensavo di provare a prenderlo, stavo dando il 110%, stavo rischiando tutto per prendere 7 punti in più. Così ho pensato di salvare il mio motore per i prossimi Gran Premi. Questo va contro il mio spirito e quello delle corse, perché io voglio correre sino all’ultimo centimetro della gara. Ero abbastanza in forma, mi sentivo bene, ma il modo in cui è impostato questo sport, dunque parlo del risparmio di carburante e cose simili riguardo ai motori, bisogna pensare anche ad alzare il piede dall’acceleratore. Dunque tutto questo non è poi così bello per i tifosi che hanno visto la gara, perché probabilmente avrebbero voluto vedere una sfida vera sino al termine. Ma per quanto mi riguarda voglio finire la stagione con i tre motori che ho a disposizione, non voglio doverne utilizzare un quarto”.