F1, Hamilton e la scalata al… Macchu Picchu: “ho attraversato nuvole nerissime. Motori? Ecco cosa vorrei”

Lewis Hamilton ha raccontato la sua scalata al Macchu Picchu, soffermandosi poi anche sulla rivoluzione dei motori annunciata per il 2021

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LaPresse/Photo4

Assegnati entrambi i titoli mondiali di Formula 1, le ultime due gare serviranno per raggiungere gli ultimi obiettivi stagionali senza seguire calcoli o strategie. Tutti contro tutti, per due appuntamenti che promettono spettacolo e colpi di scena. Nel prossimo week-end andrà in scena il Gp del Brasile, circuito su cui Vettel proverà a difendere il secondo posto nella classifica piloti da Bottas, cercando di tornare ad assaporare una vittoria che manca dal Gp di Budapest. Hamilton, dal canto suo, si lancerà in una gara d’attacco, anche se deve fare i conti con un fastidioso raffreddore rimediato durante la scalata del Macchu Picchu:

“Siamo arrivati e abbiamo beccato una forte pioggia, siamo atterrati attraversando le nuvole più scure che abbia mai visto. Pioveva così tanto la prima notte da farmi temere per l’escursione del giorno dopo, ma all’alba il cielo si è schiarito ed è stata una giornata fantastica. Mi è rimasto un po’ di mal di gola, ma ne è valsa la pena. Ho passato dieci giorni molti belli con la mia famiglia e con i miei amici, avevo progettato questa vacanza da mesi, e non potevo immaginare che avrebbe seguito la conquista del titolo. Ho sentito parlare di quanto accaduto, ma non ho altro da aggiungere a quello che ha detto la squadra”.

Lewis Hamilton poi si è soffermato sulla questione motori, sottolineando i suoi desideri in vista della rivoluzione pianificata per il 2021:

“Motore? V12, ovviamente aspirato. Insieme al V12 vorrei un cambio manuale, in modo che si debbano togliere le mani dal volante, e… tre pedali! Sarebbe cool, ma non succederà. Però sarebbe stato bello, no? Una macchina con un rumore pazzesco, come quando eri costretto a coprirti le orecchie. Nel 1996 ho assistito al mio primo Gran Premio di Formula 1, in Belgio, e camminavo nel paddock. Ad un certo punto Schumacher stava uscendo dalla curva 1 e ho sentito vibrare le mie costole! Questa era la differenza tra vedere le corse in televisione e assistere ad una gara dal vivo, ma ora l’effetto del sound lo abbiamo perso. Non credo che ci siano aspetti negativi se alcuni di noi piloti fossero coinvolti perché a volte sono state prese delle decisioni tecniche per quanto riguarda le monoposto che non si sono rivelate positive. Non credo sarebbe sbagliato avere il nostro punto di vista, ovviamente sugli aspetti che ci riguardano come piloti, ovvero la guida e la gara in generale. Da parte mia sono disponibile, se Chase Carey o qualcun altro vuole chiedermi un parere, la mia porta è aperta”.