Tanti sacrifici per arrivare al top e quella voglia matta di aiutare adesso quei giovani che, come lui, vogliono emergere senza sponsor alle spalle.

Lewis Hamilton si è fatto promotore di una sfida difficile ma al tempo stesso elettrizzante, dimostrando di avere a cuore il futuro di quei ragazzini che puntano tutto sui kart per poi ritrovarsi fuori dal mondo del professionismo senza saper cosa fare della propria vita. Il campione del mondo di Formula 1 si rivede in quei visi e, nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport, svela i suoi propositi per il futuro: “l’incontro con Ron Dennis mi ha cambiato la vita, avevo 13 anni, sognavo di diventare un pilota di Formula 1 e di incontrare lui, che allora rappresentava la McLaren, la squadra per cui aveva corso il mio idolo Ayrton Senna. È stato il momento più importante, perché ha segnato il mio futuro. Senza l’appoggio economico della McLaren, che mi prese nel suo programma junior, non ce l’avrei mai fatta. Oggi è impossibile per un ragazzino arrivare dove sono arrivato io con le sue sole forze.

Tutti hanno alle spalle grossi appoggi economici. Se io avessi un figlio, sarebbe facile portarlo in F.1 grazie al mio nome, come è successo con Bruno Senna e come sta accadendo con il figlio di Michael Schumacher. In quel caso, non è necessario che tu sia il migliore. Spesso ho letto articoli nei quali si diceva ‘Ecco il nuovo Lewis Hamilton’. Io vorrei trovare davvero il nuovo Lewis, ma dovrebbe venire dalla “working class”, dalla classe operaia come me, o anche da più in basso, emergendo solo per la sua abilità e non perché ha dietro una famiglia con centinaia di milioni in banca. Perciò vorrei lavorare con la Fia per studiare il modo di rendere meno costose le categoria propedeutiche“.Lewis Hamilton poi si sofferma sul presente, sottolineando quali siano le difficoltà per vincere il quinto titolo mondiale: “è stato un inizio di stagione difficile, più duro di quanto sembri contro questa Ferrari, anche se adesso sono in testa alla classifica.

Infatti non sono per niente rilassato. Mi sto concentrando al massimo per cercare di migliorare la nostra macchina. Il problema della Mercedes è legato all’utilizzo delle gomme, non all’aerodinamica. Non ho cambiato mentalità. Però in queste prime gare, viste le circostanze, è stato necessario avere un approccio più pragmatico. Adattarsi fa parte della crescita e dell’evoluzione di un pilota. Però penso che tornerò al mio vecchio stile, se riusciremo a dare una svolta alle nostre prestazioni. Vettel è il rivale più forte contro il quale ho lottato? No, ce ne sono stati altri. Molti piloti ambiscono al mio posto in Mercedes, ma io non temo nulla. Nessun atleta al top del suo sport ha ragioni per temere la concorrenza. Non mi aspetto delle novità inattese dalle discussioni con la Mercedes. Tutto procede liscio come l’olio. Il rinnovo del contratto è soltanto una questione di tempo“.
